Partendo dall’analisi delle variegate esigenze da sempre sottese alla ricerca di strumenti convenzionali alternativi al testamento, il libro affronta in particolare il tema del passaggio generazionale dell’impresa, tema che ha recentemente indotto il legislatore italiano, grazie anche ad un forte impulso di matrice comunitaria, a prevedere il patto di famiglia. Accertato che “ogni anno diverse migliaia di imprese sono obbligate a cessare la loro attività a causa di difficoltà insormontabili inerenti alla successione” e che “tali liquidazioni hanno ripercussioni negative sul tessuto economico delle imprese nonché sui loro creditori e lavoratori”, si è così tentato di rendere più razionali ed efficienti le norme che regolano il c.d. passaggio generazionale delle imprese di piccole e medie dimensioni alla morte dell’imprenditore. La nuova figura, finalizzata alla conservazione dell’integrità del complesso produttivo nel passaggio da una generazione all’altra e collocata negli artt. 768 bis – 768 octies c.c., risulta concepita più in particolare per evitare che la pianificazione successoria del titolare di un’attività economica (gestita individualmente, ovvero attraverso una struttura societaria) possa essere vanificata dall’operare delle comuni regole successorie; dall’operare, in particolare, del principio secondo cui le attribuzioni liberali fatte in vita da un soggetto vengono nuovamente in considerazione alla sua morte (dovendo essere calcolate in sede di riunione fittizia: art. 556 c.c.) e sono passibili di essere ridotte quando risultino lesi i diritti riservati ai legittimari (art. 555 c.c.). L’inserimento di un simile istituto nel sistema ha indotto a svolgere una rinnovata riflessione in ordine ai modi in cui il fenomeno successorio può realizzarsi, a riconsiderare le stesse giustificazioni che tradizionalmente di quelle specifiche modalità si assumono a fondamento, ad esaminare e comprendere le esigenze variegate che più in generale sollecitano una vicenda evolutiva dell’intera disciplina successoria. Dalla constatazione che l’opzione legislativa è stata nel senso di consentire all’autonomia privata di evitare lo smembramento dell’impresa attraverso l’utilizzazione di un nuovo congegno contrattuale in grado di estendere i suoi effetti anche sulla vicenda successoria dell’imprenditore, è scaturita, da un lato, la necessità di pervenire ad una sua qualificazione sotto il profilo causale; dall’altro, quella di una sua inevitabile comparazione con la tradizionale nozione di patto successorio. Questa linea d’indagine, attraverso l’esame analitico del dettato normativo, interpretato anche alla luce del criterio di ragionevolezza, ha consentito di identificare i requisiti soggettivi ed i limiti oggettivi della nuova fattispecie, suggerendone la qualificazione in termini di contratto con causa successoria, ed ha permesso, inoltre, di effettuare una dettagliata ricognizione dei riflessi disciplinari derivanti da tale qualificazione.

Il contratto con causa successoria. Contributo allo studio del patto di famiglia

CAROTA, Lisia
2008-01-01

Abstract

Partendo dall’analisi delle variegate esigenze da sempre sottese alla ricerca di strumenti convenzionali alternativi al testamento, il libro affronta in particolare il tema del passaggio generazionale dell’impresa, tema che ha recentemente indotto il legislatore italiano, grazie anche ad un forte impulso di matrice comunitaria, a prevedere il patto di famiglia. Accertato che “ogni anno diverse migliaia di imprese sono obbligate a cessare la loro attività a causa di difficoltà insormontabili inerenti alla successione” e che “tali liquidazioni hanno ripercussioni negative sul tessuto economico delle imprese nonché sui loro creditori e lavoratori”, si è così tentato di rendere più razionali ed efficienti le norme che regolano il c.d. passaggio generazionale delle imprese di piccole e medie dimensioni alla morte dell’imprenditore. La nuova figura, finalizzata alla conservazione dell’integrità del complesso produttivo nel passaggio da una generazione all’altra e collocata negli artt. 768 bis – 768 octies c.c., risulta concepita più in particolare per evitare che la pianificazione successoria del titolare di un’attività economica (gestita individualmente, ovvero attraverso una struttura societaria) possa essere vanificata dall’operare delle comuni regole successorie; dall’operare, in particolare, del principio secondo cui le attribuzioni liberali fatte in vita da un soggetto vengono nuovamente in considerazione alla sua morte (dovendo essere calcolate in sede di riunione fittizia: art. 556 c.c.) e sono passibili di essere ridotte quando risultino lesi i diritti riservati ai legittimari (art. 555 c.c.). L’inserimento di un simile istituto nel sistema ha indotto a svolgere una rinnovata riflessione in ordine ai modi in cui il fenomeno successorio può realizzarsi, a riconsiderare le stesse giustificazioni che tradizionalmente di quelle specifiche modalità si assumono a fondamento, ad esaminare e comprendere le esigenze variegate che più in generale sollecitano una vicenda evolutiva dell’intera disciplina successoria. Dalla constatazione che l’opzione legislativa è stata nel senso di consentire all’autonomia privata di evitare lo smembramento dell’impresa attraverso l’utilizzazione di un nuovo congegno contrattuale in grado di estendere i suoi effetti anche sulla vicenda successoria dell’imprenditore, è scaturita, da un lato, la necessità di pervenire ad una sua qualificazione sotto il profilo causale; dall’altro, quella di una sua inevitabile comparazione con la tradizionale nozione di patto successorio. Questa linea d’indagine, attraverso l’esame analitico del dettato normativo, interpretato anche alla luce del criterio di ragionevolezza, ha consentito di identificare i requisiti soggettivi ed i limiti oggettivi della nuova fattispecie, suggerendone la qualificazione in termini di contratto con causa successoria, ed ha permesso, inoltre, di effettuare una dettagliata ricognizione dei riflessi disciplinari derivanti da tale qualificazione.
2008
9788813281434
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/103121
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