Esperienza della morte, senso dell'esistenza, impegno etico. Aspetti e problemi della tanatologia filosofica contemporanea

GARAVENTA, Roberto
1999-01-01

1999
Italiano
STAMPA
I quaderni blu
1
1
256
256
8888050124
Egidio Troilo
BOMBA (CH)
ITALIA
Il lavoro vuole mostrare, partendo da un’analisi della tragicità del dominio del tempo, come la tanatologia filosofica degli ultimi due secoli presenti delle caratteristiche peculiari rispetto a quella del passato, tanto che si può parlare di una sua «immanentizzazione» o «inversione». Se nel pensiero greco e cristiano – e quindi nella tradizione filosofica occidentale fino a Kant – l’esperienza del morire era soprattutto occasione per un’indagine e una riflessione circa la possibilità di una sopravvivenza del singolo post mortem (resurrezione del corpo e/o immortalità dell’anima), negli ultimi due secoli, con la crisi della metafisica e lo sviluppo delle scienze, la morte ha finito per essere considerata non più tanto come il momento di passaggio ad un’esistenza ultraterrena, quanto come un elemento costitutivo ed essenziale del processo biologico e organico della vita. Per questo la tanatologia filosofica più recente ruota attorno ad una serie di tematiche e problematiche nuove e specifiche: il fenomeno culturale e sociale della rimozione della morte, la proposta di una melethe thanatou come ars vivendi, il rapporto tra potere economico-politico e sviluppo tecnico-scientifico da un lato e possibilità dello sterminio, del genocidio e dell’olocidio burocraticamente amministrati dall’altro, l’importanza della morte dell’altro rispetto alla mia morte per la comprensione dell’abissalità del morire, il suicidio come possibile risposta specificamente umana all’esperienza della problematicità dell’esistere. L’«immanentizzazione» della tanatologia non è però riuscita ad eliminare completamente la speranza utopica in un superamento escatologico della morte, ma la riflessione filosofica contemporanea più attenta – non disposta a rimuovere come «senza senso» le questioni ultime dell’esistenza, ma al contempo lucidamente consapevole dei limiti intrinseci ad ogni sforzo conoscitivo umano ‑, più che riprendere prospettive metafisiche del passato, si è concentrata soprattutto sull’analisi della «velatezza» enigmatica e misteriosa dell’evento estremo, nonché sull’ambiguità del nulla che in esso si apre.
Morte; Invecchiamento; Tempo; Tanatologia; Suicidio; Kierkegaard
276
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Garaventa, Roberto
none
info:eu-repo/semantics/book
3 Libro::3.1 Monografia o trattato scientifico
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