Tra le pieghe dei diari e degli scritti privati di D'Annunzio, ma anche, a guardar bene, nelle opere creative si distingue un soggetto malinconico che predilige il rifiuto del teatro del mondo al di là delle apparenze. Un D'Annunzio diverso e forse meno sospettabile, che incarna il genio malinconico di aristotelica memoria, colto a meditare sulla pulsione di morte e di annientamento, rovescio di un'esistenza da lui stesso definita inimitabile.

D'Annunzio e la malinconia

OLIVA, Giovanni
2007-01-01

Abstract

Tra le pieghe dei diari e degli scritti privati di D'Annunzio, ma anche, a guardar bene, nelle opere creative si distingue un soggetto malinconico che predilige il rifiuto del teatro del mondo al di là delle apparenze. Un D'Annunzio diverso e forse meno sospettabile, che incarna il genio malinconico di aristotelica memoria, colto a meditare sulla pulsione di morte e di annientamento, rovescio di un'esistenza da lui stesso definita inimitabile.
2007
Italiano
153
9788861590830
Bruno Mondadori
MILANO
ITALIA
Analisi del tessuto malinconico all'interno dei testi dannunziani, alla scoperta inedita di uno scrittore che medita sull'inarrestabile dissolversi delle cose.
276
1
Oliva, Giovanni
none
info:eu-repo/semantics/book
3 Libro::3.1 Monografia o trattato scientifico
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