Il saggio affronta il tema della “rappresentazione dell’evento”, una delle dimensioni più antiche e creative della cultura progettuale. Si tratta di un tema trasversale, multidisciplinare, che investe in più modi l’arte, l’architettura e il design. Tra le tante declinazioni che l’argomento consente, il saggio sintetizza alcuni esiti di una ricerca curata dall’autore sui rapporti tra architettura e cultura rock e, nello specifico, affronta il tema della rappresentazione multimediale dell’evento “pop-rock”, nello spazio e nel tempo del suo svolgersi. Emerge un argomento trasversale ai temi della rappresentazione contemporanea; argomento che può essere affrontato da molteplici punti di vista e che evidenzia un settore di studio ancora poco esplorato.

Rappresentare l’evento. Show design, tra architettura e cultura rock.

UNALI, Maurizio
2007-01-01

Abstract

Il saggio affronta il tema della “rappresentazione dell’evento”, una delle dimensioni più antiche e creative della cultura progettuale. Si tratta di un tema trasversale, multidisciplinare, che investe in più modi l’arte, l’architettura e il design. Tra le tante declinazioni che l’argomento consente, il saggio sintetizza alcuni esiti di una ricerca curata dall’autore sui rapporti tra architettura e cultura rock e, nello specifico, affronta il tema della rappresentazione multimediale dell’evento “pop-rock”, nello spazio e nel tempo del suo svolgersi. Emerge un argomento trasversale ai temi della rappresentazione contemporanea; argomento che può essere affrontato da molteplici punti di vista e che evidenzia un settore di studio ancora poco esplorato.
2007
Intersezioni diSegni
a cura di Carlo MEZZETTI
Italiano
STAMPA
296
314
19
9788878907911
Edizioni Kappa
ROMA
ITALIA
Conclusioni: dopo gli psichedelici light show degli anni ’60, dopo le teatrali performance progressive dei ’70, dopo i megaconcerti ipertecnologici degli ’80, dopo le “cyber” architetture itineranti dei ’90, dove stiamo andando? Dopo rappresentazioni multimediali come The Wall (1990), ZooTV (1992-93), The Division Bell (1994), Voodoo Lounge (1994-95), Bridges to Babylon (1997-99) e PopMart (1997-98), quali sono le nuove dimensioni sensoriali elaborate dallo show design del nuovo millennio? Dopo quanto visto e in un periodo in cui assistiamo a continue e radicali trasformazioni, è difficile formulare risposte o previsioni. Considerando che ad ogni nuova tecnologia corrispondono nuove creatività, quindi nuove rappresentazioni, come sarà progettato l’evento multimediale live futuro? Per intuire i cambiamenti dello show design attribuibili alle trasformazioni tecnologiche possiamo, innanzi tutto, ipotizzare che si tratterà di una questione che riguarda il superamento dell’idea “analogica” di spazio per l’evento. È la nota sfida al superamento della “bidimensionalità” della rappresentazione live, del palcoscenico come rigida interfaccia, soglia che separa la scena dal pubblico. In questa direzione le nuove tecnologie forniscono interessanti spunti, sia culturali, sia tecnici, per proseguire questa conquista dello spazio della rappresentazione. Le tecnologie, infatti, influiscono profondamente sulla definizione dello spazio per l’evento, conformando nuovi ambienti. Spazi interattivi in cui fruire l’evento che si differenziano dal tradizionale spazio fisico che occupiamo, non solo singolarmente ma collettivamente.
Show design; Architettura effimera
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
none
Unali, Maurizio
info:eu-repo/semantics/bookPart
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