Le pubbliche amministrazioni operano, sempre più spesso, nel campo dei processi inclusivi consapevoli della necessità di rimuovere quegli ostacoli che si frappongono fra la formulazione delle decisioni e l’attuazione dei programmi; ostacoli, determinati da politiche rivolte alla soluzione di un quadro problematico che non rappresentata, o sottovaluta, alcuni fattori, a causa di schematizzazioni caratterizzate da una eccessiva semplificazione della realtà. Le difficoltà nell’attuazione delle politiche possono estrinsecarsi sotto forma di conflitti inattesi, incomprensioni ed equivoci che possono comportare il rallentamento, la parziale attuazione o il fallimento delle azioni programmate. Il problema critico è quello della definizione di un quadro – il più possibile prossimo alla rappresentazione della realtà – dei bisogni, delle attese, degli interessi in gioco, sulla base del quale definire coerentemente politiche finalizzate a fornire un campo di possibili e utili risposte. Si tratta, certo, di un problema assolutamente non banale in ordine alla complessità dei processi, il numero degli attori e degli aspetti coinvolti nell’azione pubblica, soprattutto nel caso della programmazione di politiche integrate in cui si tenta di affrontare simultaneamente differenti aspetti di una stessa realtà o in cui è previsto il coinvolgimento di più attori istituzionali. Di fronte alla complessità e l’ordine di tale quadro problematico, la soluzione che si va attuando con varia accentuazione, è quello di dispiegare processi decisionali di tipo inclusivo in cui un ampio numero di soggetti interessati ad un determinato ambito (altre amministrazioni, associazioni, soggetti privati o comuni cittadini) è incluso a partecipare alle scelte. È necessario sottolineare che non si tratta di una delega del potere decisionale che permane nelle mani dell’organo istituzionale; l’amministrazione che attiva tale tipo di processo semplicemente si impegna a tenere conto delle indicazioni scaturite durante lo stesso.

I processi inclusivi per la definizione ed il perseguimento degli obiettivi della manutenzione urbana

LADIANA, DANIELA
2007-01-01

Abstract

Le pubbliche amministrazioni operano, sempre più spesso, nel campo dei processi inclusivi consapevoli della necessità di rimuovere quegli ostacoli che si frappongono fra la formulazione delle decisioni e l’attuazione dei programmi; ostacoli, determinati da politiche rivolte alla soluzione di un quadro problematico che non rappresentata, o sottovaluta, alcuni fattori, a causa di schematizzazioni caratterizzate da una eccessiva semplificazione della realtà. Le difficoltà nell’attuazione delle politiche possono estrinsecarsi sotto forma di conflitti inattesi, incomprensioni ed equivoci che possono comportare il rallentamento, la parziale attuazione o il fallimento delle azioni programmate. Il problema critico è quello della definizione di un quadro – il più possibile prossimo alla rappresentazione della realtà – dei bisogni, delle attese, degli interessi in gioco, sulla base del quale definire coerentemente politiche finalizzate a fornire un campo di possibili e utili risposte. Si tratta, certo, di un problema assolutamente non banale in ordine alla complessità dei processi, il numero degli attori e degli aspetti coinvolti nell’azione pubblica, soprattutto nel caso della programmazione di politiche integrate in cui si tenta di affrontare simultaneamente differenti aspetti di una stessa realtà o in cui è previsto il coinvolgimento di più attori istituzionali. Di fronte alla complessità e l’ordine di tale quadro problematico, la soluzione che si va attuando con varia accentuazione, è quello di dispiegare processi decisionali di tipo inclusivo in cui un ampio numero di soggetti interessati ad un determinato ambito (altre amministrazioni, associazioni, soggetti privati o comuni cittadini) è incluso a partecipare alle scelte. È necessario sottolineare che non si tratta di una delega del potere decisionale che permane nelle mani dell’organo istituzionale; l’amministrazione che attiva tale tipo di processo semplicemente si impegna a tenere conto delle indicazioni scaturite durante lo stesso.
2007
Manutenzione e gestione sostenibile dell'ambiente urbano / a cura di Daniela Ladiana ; premessa di Michele Di Sivo
Ladiana Daniela (a cura di)
Italiano
STAMPA
115
128
14
9788860551719
Alinea Editrice
FIRENZE
ITALIA
Volume Q5 - Quaderni del LabQSM. Premessa di Michele Di Sivo. La redazione di questo quaderno trae origine dalla volontà di riproporre la centralità del tema della gestione e manutenzione sostenibile dell’ambiente urbano attraverso la raccolta dei testi forniti dai docenti ed esperti di settore intervenuti nell’ambito del Master di I livello “Giovanni Ferracuti”. All’interno delle aree tematiche che strutturano il testo si articolano alcuni dei contributi ai seminari sul tema della manutenzione urbana che negli ultimi tre anni accademici hanno consentito di costruire momenti di apertura o di approfondimento, spesso di grande interesse. L’obiettivo di questo lavoro è quello di fornire elementi di riflessione sui possibili approcci concettuali e operativi alla gestione e manutenzione urbana come funzione quantitativamente rilevante e qualitativamente significativa della società post-industriale.
Ambiente urbano; utenti; manutenzione; processi inclusivi.
no
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
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Ladiana, Daniela
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