L’EVOLUZIONE DELLE TECNICHE CONTABILI DAL BASSO MEDIOEVO ALL’ETA’ CONTEMPORANEA La storia della contabilità si identifica con la storia del conto, strumento di rilevazione, e per conoscerne l’evoluzione bisogna ripercorrere la storia della civiltà in quanto le varie forme di registrazione nacquero e si svilupparono proprio in relazione alle esigenze concrete dei mercanti. Le rilevazioni contabili con il passare del tempo hanno subito una graduale evoluzione e si sono perfezionate attraverso un processo lento e strettamente connesso allo sviluppo del sistema economico. È possibile classificare in quattro fasi le tappe più importanti di tale processo evolutivo, ricorrendo ad una classificazione proposta per la prima volta nel 1955 da Federigo Melis nella sua Storia della Ragioneria. La prima, che va dalle origini sino al 1202, anno della pubblicazione del Liber Abaci di Leonardo Fibonacci, è caratterizzata, prima dall’uso di conti a riscontro materiale, successivamente da conti pittografici, tavolette cuneiformi, papiri e pergamene. La seconda fase va dal 1202 al 1494, anno della pubblicazione a stampa del Tractatus di Luca Pacioli, e vede la nascita in Italia del metodo di rilevazione contabile in partita doppia che nel corso della fase successiva si diffonderà nei più importanti mercati europei. Con la terza fase, che si conclude nel 1840, si apre il lungo periodo della manualistica e della diffusione, in Europa, della tecnica della partita doppia. Nel corso dell’età moderna fioriscono i manuali di tecnica contabile e diverse interpretazioni del “metodo”. Il Cinquecento in particolare è ricco di una pubblicistica che tratta di contabilità e sancisce il progressivo allontanamento dal paradigma originario che caratterizza la nascita della partita doppia; la contabilità doppia diviene <<contabilismo doppio>>. In Italia famoso è il trattato del matematico–abachista veneziano Domenico Manzoni. Ancora nel Seicento la tecnica contabile si modifica e si adatta agli obiettivi delle singole istituzioni, le aziende patrimoniali acquistano sempre più importanza nella elaborazione delle tecniche contabili. Il primo ad operare in questo senso è Angelo Pietra, benedettino con l’incarico di ordinatore e revisore dell’Abbazia di Montecassino, il quale indica un nuovo modo di applicare la partita doppia alle aziende di erogazione, in particolare ai monasteri. Il Settecento, invece, è caratterizzato da una lunga parentesi di decadenza degli studi sulla contabilità da parte di trattatisti italiani, al contrario sono pubblicate numerose opere di trattatisti europei i quali cercano di risolvere problemi legati alla loro realtà. Nei primi dell’Ottocento, in Italia, emergono due scuole quella lombarda, che propone la prima formulazione della teoria materialistica dei conti, e quella toscana, che sviluppa la teoria personalistica con Cerboni. L’ultima fase della storia della contabilità coincide con lo sviluppo economico europeo del XIX secolo, collegato con il diffondersi dell’industrializzazione, ed è caratterizzata dalla nascita della ragioneria scientifica, di cui F. Besta sottolinea i requisiti essenziali, mentre il cambiamento della struttura aziendale, collegato con la seconda rivoluzione industriale, porta Gino Zappa ad elaborare il contenuto di una nuova disciplina nota come Economia Aziendale.

L'evoluzione delle tecniche contabili dal basso Medioevo all'età contemporanea

PIERUCCI, Paola
2009-01-01

Abstract

L’EVOLUZIONE DELLE TECNICHE CONTABILI DAL BASSO MEDIOEVO ALL’ETA’ CONTEMPORANEA La storia della contabilità si identifica con la storia del conto, strumento di rilevazione, e per conoscerne l’evoluzione bisogna ripercorrere la storia della civiltà in quanto le varie forme di registrazione nacquero e si svilupparono proprio in relazione alle esigenze concrete dei mercanti. Le rilevazioni contabili con il passare del tempo hanno subito una graduale evoluzione e si sono perfezionate attraverso un processo lento e strettamente connesso allo sviluppo del sistema economico. È possibile classificare in quattro fasi le tappe più importanti di tale processo evolutivo, ricorrendo ad una classificazione proposta per la prima volta nel 1955 da Federigo Melis nella sua Storia della Ragioneria. La prima, che va dalle origini sino al 1202, anno della pubblicazione del Liber Abaci di Leonardo Fibonacci, è caratterizzata, prima dall’uso di conti a riscontro materiale, successivamente da conti pittografici, tavolette cuneiformi, papiri e pergamene. La seconda fase va dal 1202 al 1494, anno della pubblicazione a stampa del Tractatus di Luca Pacioli, e vede la nascita in Italia del metodo di rilevazione contabile in partita doppia che nel corso della fase successiva si diffonderà nei più importanti mercati europei. Con la terza fase, che si conclude nel 1840, si apre il lungo periodo della manualistica e della diffusione, in Europa, della tecnica della partita doppia. Nel corso dell’età moderna fioriscono i manuali di tecnica contabile e diverse interpretazioni del “metodo”. Il Cinquecento in particolare è ricco di una pubblicistica che tratta di contabilità e sancisce il progressivo allontanamento dal paradigma originario che caratterizza la nascita della partita doppia; la contabilità doppia diviene <>. In Italia famoso è il trattato del matematico–abachista veneziano Domenico Manzoni. Ancora nel Seicento la tecnica contabile si modifica e si adatta agli obiettivi delle singole istituzioni, le aziende patrimoniali acquistano sempre più importanza nella elaborazione delle tecniche contabili. Il primo ad operare in questo senso è Angelo Pietra, benedettino con l’incarico di ordinatore e revisore dell’Abbazia di Montecassino, il quale indica un nuovo modo di applicare la partita doppia alle aziende di erogazione, in particolare ai monasteri. Il Settecento, invece, è caratterizzato da una lunga parentesi di decadenza degli studi sulla contabilità da parte di trattatisti italiani, al contrario sono pubblicate numerose opere di trattatisti europei i quali cercano di risolvere problemi legati alla loro realtà. Nei primi dell’Ottocento, in Italia, emergono due scuole quella lombarda, che propone la prima formulazione della teoria materialistica dei conti, e quella toscana, che sviluppa la teoria personalistica con Cerboni. L’ultima fase della storia della contabilità coincide con lo sviluppo economico europeo del XIX secolo, collegato con il diffondersi dell’industrializzazione, ed è caratterizzata dalla nascita della ragioneria scientifica, di cui F. Besta sottolinea i requisiti essenziali, mentre il cambiamento della struttura aziendale, collegato con la seconda rivoluzione industriale, porta Gino Zappa ad elaborare il contenuto di una nuova disciplina nota come Economia Aziendale.
2009
9788856817478
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/231204
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact