Secondo una delle ultime definizioni formulate da Mauro Ceruti nell'ambito degli studi sulla complessità, l’adattamento richiede un confronto delle innovazioni tecno-scientifiche e comportamentali basato su una visione cronologica “duale” per fronteggiare le incertezze, considerare gli effetti immediati dell’innovazione nel tempo breve, ma anche le ricadute e i gradi di reversibilità nel lungo periodo. Nel contempo, emerge un secondo aspetto. Le forme di adattamento devono essere supportate da visioni, approcci, metodi, strumenti e azioni che, partendo dalle diversità disciplinari, convergono verso la costituzione di conoscenze, saperi e soluzioni dal carattere policentrico e interdisciplinare, per costruire un “paesaggio adattativo” in cui praticare l’esplorazione di traiettorie scientifiche differenti. Individuare queste traiettorie permette di comprendere lo stretto legame adattivo/interdisciplinare esistente fra paradigmi emergenti della contemporaneità. È il caso dei concetti di resilienza, smartness e healthiness, recentemente entrati a far parte delle parole chiave del linguaggio scientifico-progettuale che indaga metodi, strumenti e forme per configurare un ambiente costruito più sostenibile, reattivo, inclusivo, salubre, vitale e creativo. Intorno a questo quadro di relazioni riscontrabili tra resilienza, smartness e healthiness possono individuarsi le ragioni che conducono al libro "Smartness e healthiness per la transizione verso la resilienza. Orizzonti di ricerca interdisciplinare sulla città e il territorio" Esse vanno rintracciate nella volontà di esplorare alcune traiettorie d’indagine scientifica, fra le tante possibili, sulle sfide della transizione e della multi-culturalità nella progettazione dell’habitat resiliente. Le esperienze di ricerca presentate emergono da due differenti campi di attività. Gli sviluppi elaborati dai risultati della Conferenza Internazionale INPUT 2016 e-agorà|e-aγορά for the transition toward resilient communities: the 9th International Conference on Innovation in Urban and Regional Planning, svoltasi a Torino dal 14 al 15 settembre 2016 e, in particolare, riguardanti la sessione “Smart Territories and Healthy Cities”. I contributi su studi e ricerche di autori afferenti al cluster “Accessibilità Ambientale” della SITdA (Società Italiana della Tecnologia dell’Architettura). Ne sono emersi tre possibili ambiti di esplorazione, rispetto ai quali le esperienze di ricerca trattate dagli autori assumono traiettorie differenti nel quadro generale delle dimensioni e delle variabili della resilienza.

Introduzione. Quale resilienza per quale transizione?

ANGELUCCI, Filippo
2018

Abstract

Secondo una delle ultime definizioni formulate da Mauro Ceruti nell'ambito degli studi sulla complessità, l’adattamento richiede un confronto delle innovazioni tecno-scientifiche e comportamentali basato su una visione cronologica “duale” per fronteggiare le incertezze, considerare gli effetti immediati dell’innovazione nel tempo breve, ma anche le ricadute e i gradi di reversibilità nel lungo periodo. Nel contempo, emerge un secondo aspetto. Le forme di adattamento devono essere supportate da visioni, approcci, metodi, strumenti e azioni che, partendo dalle diversità disciplinari, convergono verso la costituzione di conoscenze, saperi e soluzioni dal carattere policentrico e interdisciplinare, per costruire un “paesaggio adattativo” in cui praticare l’esplorazione di traiettorie scientifiche differenti. Individuare queste traiettorie permette di comprendere lo stretto legame adattivo/interdisciplinare esistente fra paradigmi emergenti della contemporaneità. È il caso dei concetti di resilienza, smartness e healthiness, recentemente entrati a far parte delle parole chiave del linguaggio scientifico-progettuale che indaga metodi, strumenti e forme per configurare un ambiente costruito più sostenibile, reattivo, inclusivo, salubre, vitale e creativo. Intorno a questo quadro di relazioni riscontrabili tra resilienza, smartness e healthiness possono individuarsi le ragioni che conducono al libro "Smartness e healthiness per la transizione verso la resilienza. Orizzonti di ricerca interdisciplinare sulla città e il territorio" Esse vanno rintracciate nella volontà di esplorare alcune traiettorie d’indagine scientifica, fra le tante possibili, sulle sfide della transizione e della multi-culturalità nella progettazione dell’habitat resiliente. Le esperienze di ricerca presentate emergono da due differenti campi di attività. Gli sviluppi elaborati dai risultati della Conferenza Internazionale INPUT 2016 e-agorà|e-aγορά for the transition toward resilient communities: the 9th International Conference on Innovation in Urban and Regional Planning, svoltasi a Torino dal 14 al 15 settembre 2016 e, in particolare, riguardanti la sessione “Smart Territories and Healthy Cities”. I contributi su studi e ricerche di autori afferenti al cluster “Accessibilità Ambientale” della SITdA (Società Italiana della Tecnologia dell’Architettura). Ne sono emersi tre possibili ambiti di esplorazione, rispetto ai quali le esperienze di ricerca trattate dagli autori assumono traiettorie differenti nel quadro generale delle dimensioni e delle variabili della resilienza.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
2.1 269410 Introduzione. Quale resilienza per quale transizione.pdf

Solo gestori archivio

Descrizione: Introduzione. Quale resilienza per quale transizione?
Tipologia: Documento in Post-print
Dimensione 1.17 MB
Formato Adobe PDF
1.17 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11564/269410
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact