L’interdisciplinarietà degli studi organizzativi apre la strada ad una scienza del comportamento organizzativo focalizzata non più su modelli astratti che pretendono di definire in modo esclusivo od induttivo il comportamento della persona, quanto piuttosto sui suoi atteggiamenti irriducibili attraverso i quali si genera l’organizzazione del vivente, della famiglia, del gruppo, della co-munità, dell’azienda e del sociale. Se, per un verso, il significato di benessere è strettamente correlato alla capacità ed alla libertà di agire di ogni persona, per l’altro è dipendente dal grado di consapevolezza sulla responsabilità personale dettata dall’influenza esercitata dalle azioni organizzative compiute. Queste azioni, poste in sistema secondo schemi organizzativi ricorrenti, possono o meno generare nuove possibilità trasformative per sé e per gli altri. L’etica personale si manifesta nell’agire dell’intenzione che esercita un’influenza determinante nella formazione dei fatti organizzativi. Vivere significa essere in relazione con altri; il che significa includere gli altri nel proprio mondo. Questo rispecchiamento moltiplicativo rende possibile uno spostamento del focus dell’azione organizzativa dall’individuo/attore alla persona/agente in un contesto relazionale fondato su una fiducia reciproca nelle competenze dell’altro. Dunque, l’etica intesa come fatto ad un tempo personale e relazionale. L’innesto dell’uomo economico all’interno di una prospettiva relazionale dipendente dalla dinamica dei fenomeni complessi rende possibile aprire le attività economiche e non economiche ad un nuovo umanesimo in cui l’uomo diviene sociale e vede nell’etica delle sue azioni la primaria ed essenziale fonte del benessere collettivo. La persona si osserva all’interno del “sistema collettivo” di cui è parte e di cui è responsabile generatore; questa consapevolezza relazionale della persona è all’origine di azioni organizzative fondate sul rispetto dell’altro ed attraverso le quali essa stessa viene riconosciuta e rispettata.

Etica personale ed emergenza del cambiamento. L'uomo economico da attore istruito ad agente che pratica

SIMONCINI, Dario;
2012-01-01

Abstract

L’interdisciplinarietà degli studi organizzativi apre la strada ad una scienza del comportamento organizzativo focalizzata non più su modelli astratti che pretendono di definire in modo esclusivo od induttivo il comportamento della persona, quanto piuttosto sui suoi atteggiamenti irriducibili attraverso i quali si genera l’organizzazione del vivente, della famiglia, del gruppo, della co-munità, dell’azienda e del sociale. Se, per un verso, il significato di benessere è strettamente correlato alla capacità ed alla libertà di agire di ogni persona, per l’altro è dipendente dal grado di consapevolezza sulla responsabilità personale dettata dall’influenza esercitata dalle azioni organizzative compiute. Queste azioni, poste in sistema secondo schemi organizzativi ricorrenti, possono o meno generare nuove possibilità trasformative per sé e per gli altri. L’etica personale si manifesta nell’agire dell’intenzione che esercita un’influenza determinante nella formazione dei fatti organizzativi. Vivere significa essere in relazione con altri; il che significa includere gli altri nel proprio mondo. Questo rispecchiamento moltiplicativo rende possibile uno spostamento del focus dell’azione organizzativa dall’individuo/attore alla persona/agente in un contesto relazionale fondato su una fiducia reciproca nelle competenze dell’altro. Dunque, l’etica intesa come fatto ad un tempo personale e relazionale. L’innesto dell’uomo economico all’interno di una prospettiva relazionale dipendente dalla dinamica dei fenomeni complessi rende possibile aprire le attività economiche e non economiche ad un nuovo umanesimo in cui l’uomo diviene sociale e vede nell’etica delle sue azioni la primaria ed essenziale fonte del benessere collettivo. La persona si osserva all’interno del “sistema collettivo” di cui è parte e di cui è responsabile generatore; questa consapevolezza relazionale della persona è all’origine di azioni organizzative fondate sul rispetto dell’altro ed attraverso le quali essa stessa viene riconosciuta e rispettata.
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