La visione deterministica della conoscenza corrisponde adeguatamente il bisogno di porre le scienze umane – così incerte ed indeterminate – sotto il controllo della visione scientifica delle scienze naturali, in cui tutto ciò che si afferma deve poter essere dimostrato e riproducibile sperimentalmente. Il presupposto di fondo è quello presente in tutta l’analisi scientifica di derivazione cartesiana: cioè, quello che vi sia un mondo esterno oggettivamente determinato, esistente indipendentemente da chi lo osserva ed assolutamente non influenzabile dall’osservatore stesso. L'azione organizzativa procede secondo dei principi di adattamento ad un ambiente esterno che detta ciò che c'è da decidere e fare affinchè l'azienda possa sopravvivere. Questo saggio descrive un diverso punto di vista focalizzato sulla possibilità della persona di essere un "agente" che conferisce un proprio significato alla realtà partecipando alla sua co-generazione. Un breve viaggio nel mondo dell'analogia, della metafora e dei ponti concettuali ci svela come linguaggio ed azione possano partecipare a creare nuove possibilità per il cambiamento dei comportamenti e con essi delle forme organizzative.

Dalla computazione del TOTE al pensiero analogico

SIMONCINI, Dario;
2012-01-01

Abstract

La visione deterministica della conoscenza corrisponde adeguatamente il bisogno di porre le scienze umane – così incerte ed indeterminate – sotto il controllo della visione scientifica delle scienze naturali, in cui tutto ciò che si afferma deve poter essere dimostrato e riproducibile sperimentalmente. Il presupposto di fondo è quello presente in tutta l’analisi scientifica di derivazione cartesiana: cioè, quello che vi sia un mondo esterno oggettivamente determinato, esistente indipendentemente da chi lo osserva ed assolutamente non influenzabile dall’osservatore stesso. L'azione organizzativa procede secondo dei principi di adattamento ad un ambiente esterno che detta ciò che c'è da decidere e fare affinchè l'azienda possa sopravvivere. Questo saggio descrive un diverso punto di vista focalizzato sulla possibilità della persona di essere un "agente" che conferisce un proprio significato alla realtà partecipando alla sua co-generazione. Un breve viaggio nel mondo dell'analogia, della metafora e dei ponti concettuali ci svela come linguaggio ed azione possano partecipare a creare nuove possibilità per il cambiamento dei comportamenti e con essi delle forme organizzative.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/338486
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