Il relativo silenzio sulle opere giovanili di Mies dimostra in che modo sommario la storiografia del Modernismo abbia sottovalutato i suoi primi progetti legati al repertorio vernacolare, pertanto incongrui rispetto alla presunta superiorità della cosiddetta "architettura Bauhaus". Il saggio ripercorre la storia degli incarichi affidatigli dai suoi primi committenti. In particolare, esamina l'ambivalenza concettuale alla base dei progetti delle case Riehl e Perls e l'attenzione ai rapporti tra edificio e contesto in virtù di complesse relazioni ottiche e visive. L'abitazione di Hugo Perls rivela come l'opera di Schinkel costituisca la prima fonte d'ispirazione di Mies, confermata dal successivo ampliamento del manufatto, mentre il progetto di casa Werner, incentrato su precise coordinate geometriche, calibrate euritmie e un serrato rapporto tra spazi interni ed esterni, anticipa i caratteri dei capolavori della maturità. Per le sue forme tradizionali e l'assonanza con lo stile Biedermeier, tuttavia, in uno dei suoi ultimi soggiorni a Berlino l'architetto, ormai affermato e sempre più orientato alla modernità, ne celò la paternità. La residenza per Franz Urbig riflette un severo classicismo di gusto italiano, alleggerito da elementi decorativi. Il saggio si conclude individuando il punto di svolta nella carriera di Mies nel 1926, con la nomina a direttore della Weissenhofsiedlung di Stoccarda. Prima di allora, le opere di Schinkel, Behrens e Muthesius avevano rappresentato riferimenti imprescindibili nei suoi progetti, unitamente alle indicazioni del movimento di riforma della casa e del dibattito sul "giardino architettonico". A un'attenta disamina, l'importanza attribuita ai caratteri morfologici del luogo, la cura per i dettagli nei progetti dei giardini, l'alternanza di simmetrie e asimmetrie nelle sue prime opere appaiono più pittorescamente romantici che classici. Al di là di facili etichette e collaudati schemi interpretativi, lo studio delle prime case unifamiliari di Mies induce a rivisitare la visione minimalista solitamente ascritta al maestro tedesco e può contribuire a gettare nuova luce sulla sua opera. The few surviving works from Mies’s early activity have been somewhat underestimated by the critics, as simply reminiscent of nineteenth-century vernacular architecture, and therefore far from the ideals of Modernism. The article describes four onefamily houses in Berlin and Potsdam, built between 1907 and 1917, none of which has escaped alterations during the past century, showing plans, drawings and pictures of the original state compared with recent ones taken by the author. A careful analysis points out each work’s distinctive features, documenting the architect’s changing experience as it evolved from a sort of traditional classicism, tinged with Biedermeier, towards the simplified, rational language of his more mature years.

Gli esordi di Ludwig Mies van der Rohe: le case Riehl, Perls, Werner e Urbig a Potsdam e Berlino

BUCCIARELLI, Piergiacomo
2014-01-01

Abstract

Il relativo silenzio sulle opere giovanili di Mies dimostra in che modo sommario la storiografia del Modernismo abbia sottovalutato i suoi primi progetti legati al repertorio vernacolare, pertanto incongrui rispetto alla presunta superiorità della cosiddetta "architettura Bauhaus". Il saggio ripercorre la storia degli incarichi affidatigli dai suoi primi committenti. In particolare, esamina l'ambivalenza concettuale alla base dei progetti delle case Riehl e Perls e l'attenzione ai rapporti tra edificio e contesto in virtù di complesse relazioni ottiche e visive. L'abitazione di Hugo Perls rivela come l'opera di Schinkel costituisca la prima fonte d'ispirazione di Mies, confermata dal successivo ampliamento del manufatto, mentre il progetto di casa Werner, incentrato su precise coordinate geometriche, calibrate euritmie e un serrato rapporto tra spazi interni ed esterni, anticipa i caratteri dei capolavori della maturità. Per le sue forme tradizionali e l'assonanza con lo stile Biedermeier, tuttavia, in uno dei suoi ultimi soggiorni a Berlino l'architetto, ormai affermato e sempre più orientato alla modernità, ne celò la paternità. La residenza per Franz Urbig riflette un severo classicismo di gusto italiano, alleggerito da elementi decorativi. Il saggio si conclude individuando il punto di svolta nella carriera di Mies nel 1926, con la nomina a direttore della Weissenhofsiedlung di Stoccarda. Prima di allora, le opere di Schinkel, Behrens e Muthesius avevano rappresentato riferimenti imprescindibili nei suoi progetti, unitamente alle indicazioni del movimento di riforma della casa e del dibattito sul "giardino architettonico". A un'attenta disamina, l'importanza attribuita ai caratteri morfologici del luogo, la cura per i dettagli nei progetti dei giardini, l'alternanza di simmetrie e asimmetrie nelle sue prime opere appaiono più pittorescamente romantici che classici. Al di là di facili etichette e collaudati schemi interpretativi, lo studio delle prime case unifamiliari di Mies induce a rivisitare la visione minimalista solitamente ascritta al maestro tedesco e può contribuire a gettare nuova luce sulla sua opera. The few surviving works from Mies’s early activity have been somewhat underestimated by the critics, as simply reminiscent of nineteenth-century vernacular architecture, and therefore far from the ideals of Modernism. The article describes four onefamily houses in Berlin and Potsdam, built between 1907 and 1917, none of which has escaped alterations during the past century, showing plans, drawings and pictures of the original state compared with recent ones taken by the author. A careful analysis points out each work’s distinctive features, documenting the architect’s changing experience as it evolved from a sort of traditional classicism, tinged with Biedermeier, towards the simplified, rational language of his more mature years.
2014
9788850103027
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/603917
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact