Gli investimenti esteri nel mercato immobiliare configurano da oltre vent’anni una costante in crescita nell’economia del Regno Unito, al punto da creare il problema inverso dello svuotamento dei quartieri centrali, conseguenza diretta dell’effetto ricchezza generato dalla sopravvalutazione della moneta. Questo induce gli immobiliaristi a lasciare vuoti gli spazi posseduti piuttosto che affittarli, allo scopo di incrementarne il valore strumentale, rinunciando alla redditività progressiva del bene e provocando un danneggiamento all’economia reale, dovuto alla diminuzione di assets immobiliari disponibili. Il meccanismo finora descritto è stato reso possibile da un finanziamento derivante da investimenti esteri nel mercato immobiliare britannico per circa un terzo del saldo delle partite correnti, tra cui i principali flussi sono quelli provenienti da Stati Uniti, Singapore, Kuwait, Cina ed Hong Kong. A questo punto, se è vero che sussiste una correlazione positiva tra i prezzi degli immobili e le partite correnti, gli effetti di “Brexit” nel lungo periodo potrebbero portare ad una perdita di attrattività del Regno Unito quale sede preferita di investimenti immobiliari e provocare un calo dei flussi esteri nel mercato immobiliare, aprendo le porte ad una crisi nel settore, la cui resilienza è già messa alla prova dalla chiusura di diversi fondi di investimento. Attraverso l’analisi delle variabili di settore e delle problematiche geopolitiche e geo-economiche correlate, il lavoro costituisce un tentativo di tratteggiare il possibile scenario di redistribuzione dei flussi di investimenti esteri nel settore immobiliare e le prospettive di sviluppo dei principali Paesi e capitali europee potenzialmente destinatari di una riallocazione degli stessi.

MERCATO IMMOBILIARE E FLUSSI DI INVESTIMENTO ESTERI. QUALI SCENARI DI SVILUPPO IN EUROPA DOPO BREXIT

GIACOMO CAVUTA
;
DANTE DI MATTEO
2017-01-01

Abstract

Gli investimenti esteri nel mercato immobiliare configurano da oltre vent’anni una costante in crescita nell’economia del Regno Unito, al punto da creare il problema inverso dello svuotamento dei quartieri centrali, conseguenza diretta dell’effetto ricchezza generato dalla sopravvalutazione della moneta. Questo induce gli immobiliaristi a lasciare vuoti gli spazi posseduti piuttosto che affittarli, allo scopo di incrementarne il valore strumentale, rinunciando alla redditività progressiva del bene e provocando un danneggiamento all’economia reale, dovuto alla diminuzione di assets immobiliari disponibili. Il meccanismo finora descritto è stato reso possibile da un finanziamento derivante da investimenti esteri nel mercato immobiliare britannico per circa un terzo del saldo delle partite correnti, tra cui i principali flussi sono quelli provenienti da Stati Uniti, Singapore, Kuwait, Cina ed Hong Kong. A questo punto, se è vero che sussiste una correlazione positiva tra i prezzi degli immobili e le partite correnti, gli effetti di “Brexit” nel lungo periodo potrebbero portare ad una perdita di attrattività del Regno Unito quale sede preferita di investimenti immobiliari e provocare un calo dei flussi esteri nel mercato immobiliare, aprendo le porte ad una crisi nel settore, la cui resilienza è già messa alla prova dalla chiusura di diversi fondi di investimento. Attraverso l’analisi delle variabili di settore e delle problematiche geopolitiche e geo-economiche correlate, il lavoro costituisce un tentativo di tratteggiare il possibile scenario di redistribuzione dei flussi di investimenti esteri nel settore immobiliare e le prospettive di sviluppo dei principali Paesi e capitali europee potenzialmente destinatari di una riallocazione degli stessi.
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