Il patrimonio del Bel Paese. La rigenerazione del patrimonio rurale dismesso: il caso studio della Grangia di Larizzate. Alberto Ulisse La rigenerazione del patrimonio esistente (sia esso residenziale, industriale, urbano o dei centri minori) è il nuovo paradigma per il progetto urbano contemporaneo. La crisi strutturale che stiamo vivendo intercetta, a partire dall’esistente, filiere tematiche rispetto alle quali poter sperimentare nuove occasioni per l’economia (o la micro-economia), per l’arte e la cultura (che si fa sempre più accessibile agli utenti) e per l’architettura, incidendo fortemente sui destini di parti di città e determinando la qualità di vita delle persone. La questione del patrimonio esistente, nell’Italia del Bel Paese, è una necessità intrinseca ai suoi caratteri storici, culturali e di paesaggio. I tessuti minori, che hanno avuto il ruolo e il compito di delineare l’evoluzione umana nel tempo, rientrano a pieno diritto negli ambiti della riqualificazione architettonica e funzionale di spazi urbani abbandonati (aree ex-industriali o territori dismessi) in attesa di riscatto, per essere riconvertite e riqualificate. Il progetto di architettura registra, in questa fase una transizione, un’attitudine verso nuovi dispositivi in chiave energetica e sostenibile (rispetto a sviluppi, ricerche ed evoluzioni normative in merito), capaci di innescare un ragionamento a partire dal mutamento profondo che investe i diversi saperi e influenza le forme del progetto, in grado di attivare una sperimentazione fattiva e reindirizzare le radici culturali del progetto urbano. Il progetto di rigenerazione della Grangia di Larizzate, ha questi obiettivi culturali ed urbani.

Il patrimonio del Bel Paese

Alberto Ulisse
2017-01-01

Abstract

Il patrimonio del Bel Paese. La rigenerazione del patrimonio rurale dismesso: il caso studio della Grangia di Larizzate. Alberto Ulisse La rigenerazione del patrimonio esistente (sia esso residenziale, industriale, urbano o dei centri minori) è il nuovo paradigma per il progetto urbano contemporaneo. La crisi strutturale che stiamo vivendo intercetta, a partire dall’esistente, filiere tematiche rispetto alle quali poter sperimentare nuove occasioni per l’economia (o la micro-economia), per l’arte e la cultura (che si fa sempre più accessibile agli utenti) e per l’architettura, incidendo fortemente sui destini di parti di città e determinando la qualità di vita delle persone. La questione del patrimonio esistente, nell’Italia del Bel Paese, è una necessità intrinseca ai suoi caratteri storici, culturali e di paesaggio. I tessuti minori, che hanno avuto il ruolo e il compito di delineare l’evoluzione umana nel tempo, rientrano a pieno diritto negli ambiti della riqualificazione architettonica e funzionale di spazi urbani abbandonati (aree ex-industriali o territori dismessi) in attesa di riscatto, per essere riconvertite e riqualificate. Il progetto di architettura registra, in questa fase una transizione, un’attitudine verso nuovi dispositivi in chiave energetica e sostenibile (rispetto a sviluppi, ricerche ed evoluzioni normative in merito), capaci di innescare un ragionamento a partire dal mutamento profondo che investe i diversi saperi e influenza le forme del progetto, in grado di attivare una sperimentazione fattiva e reindirizzare le radici culturali del progetto urbano. Il progetto di rigenerazione della Grangia di Larizzate, ha questi obiettivi culturali ed urbani.
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