Il saggio si inserisce all’interno del Capitolo 4 – UTOPIE DEL REALE (curato da E. Gioffre, P. MISINO, A. Bruschi, M. D’Annuntiis) in cui vengono proposti un repertorio di approcci interpretativi, prefigurazioni, strategie, tattiche per avviare a nuovi cicli di vita gli insediamenti urbani di recente formazione; quei contesti dove si concentra la maggiore quantità di architetture, infrastrutture, spazi aperti “riciclabili”. In questo quadro introduttivo, il testo qui estratto affronta in chiave critica il fenomeno, già estremamente noto e dibattuto, che ha prodotto una significativa osmosi tra funzioni urbane e tradizioni agricole esplosa poi nelle diverse sfaccettature interpretative incluse nel termine di “agricoltura urbana”. Se, come afferma Emilio Sereni, esiste una profonda relazione tra le trasformazioni storico/sociali, le modalità di coltivazione e la morfologia dei campi agricoli e della loro architettura, la lettura interpretativa dei luoghi dei margini urbani sembra restituire un’immagine del paesaggio in cui il contesto politico, sociale e ambientale contemporaneo abbia eletto l’agricoltura a settore di punta per una sorta di riconciliazione con il territorio naturale dimenticato. Il recente cambiamento trova in questi luoghi una rinascita in forme miste che vedono l’aprirsi del settore agricolo su nuove attività economiche come quelle turistiche, commerciali e anche sociali a servizio delle abitazioni economiche pubbliche. Sono “invasioni di campo” in cui il progetto urbano entra nelle pratiche agricole, disegnando utopie e scenari diversi, molte volte ancora distanti dalle logiche reali che governano le trasformazioni del paesaggio agrario italiano.

Invasioni di campo. Progettare l'agricoltura tra utopia e normativa.

MISINO Paola
2017

Abstract

Il saggio si inserisce all’interno del Capitolo 4 – UTOPIE DEL REALE (curato da E. Gioffre, P. MISINO, A. Bruschi, M. D’Annuntiis) in cui vengono proposti un repertorio di approcci interpretativi, prefigurazioni, strategie, tattiche per avviare a nuovi cicli di vita gli insediamenti urbani di recente formazione; quei contesti dove si concentra la maggiore quantità di architetture, infrastrutture, spazi aperti “riciclabili”. In questo quadro introduttivo, il testo qui estratto affronta in chiave critica il fenomeno, già estremamente noto e dibattuto, che ha prodotto una significativa osmosi tra funzioni urbane e tradizioni agricole esplosa poi nelle diverse sfaccettature interpretative incluse nel termine di “agricoltura urbana”. Se, come afferma Emilio Sereni, esiste una profonda relazione tra le trasformazioni storico/sociali, le modalità di coltivazione e la morfologia dei campi agricoli e della loro architettura, la lettura interpretativa dei luoghi dei margini urbani sembra restituire un’immagine del paesaggio in cui il contesto politico, sociale e ambientale contemporaneo abbia eletto l’agricoltura a settore di punta per una sorta di riconciliazione con il territorio naturale dimenticato. Il recente cambiamento trova in questi luoghi una rinascita in forme miste che vedono l’aprirsi del settore agricolo su nuove attività economiche come quelle turistiche, commerciali e anche sociali a servizio delle abitazioni economiche pubbliche. Sono “invasioni di campo” in cui il progetto urbano entra nelle pratiche agricole, disegnando utopie e scenari diversi, molte volte ancora distanti dalle logiche reali che governano le trasformazioni del paesaggio agrario italiano.
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