Il testo parte dall'interesse sui temi dell'housing sociale che, negli ultimi anni, sembra essere stato uno degli argomenti più problematici che hanno catturato l’attenzione dei maestri dell’architettura in Europa. Una ricerca che, a partire dalle radici del moderno elaborate negli anni ‘20-‘30, ha prodotto gli esiti più interessanti negli anni ‘50-‘60 e nei primi anni ’70 proprio in Italia. Sono, questi ultimi, gli anni in cui maggiormente si è sperimentato un nuovo modello dell’abitare, ed in particolare dell’abitare sociale. Una vera e propria manualistica sull’abitazione sociale viene messa a punto proprio in questi anni con un grande contributo di studi e ricerche che hanno accompagnato la gran parte delle trasformazioni urbane delle più grandi città europee. Nella maggior parte degli studi (molti dei quali ancora oggi di grande attualità) si individua la forza che assume il ruolo dell’abitare inteso come qualità dello spazio del vivere quotidiano, sia privato che collettivo. E’ proprio l’attenzione a comporre la distribuzione dello spazio domestico che genera la qualità dell’aggregazione dei moduli abitativi; dall’interno verso l’esterno il progetto si costruisce a partire da un intima macchina interiore capace di svelare, poco a poco, il suo funzionamento e le ragioni compositive che lo hanno generato. Guillermo Vazquez Consuegra sembra mostrare, ancora oggi, molta attenzione verso questi temi, svelando una raffinata sensibilità proprio verso la ricerca continua di soluzioni capaci di ricostruire un dialogo tra la città e l’abitare. Anche nelle restrizioni economiche dell’edilizia sociale ed anche nelle limitazioni urbane delle nuove espansioni periferiche. Il testo mostra alcuni degli esempi più significativi, in questa direzione, dell'architetto spagnolo.

Housing sociale in Spagna. Progetti di Guillermo Vazquez Consuegra

Domenico Potenza
2012

Abstract

Il testo parte dall'interesse sui temi dell'housing sociale che, negli ultimi anni, sembra essere stato uno degli argomenti più problematici che hanno catturato l’attenzione dei maestri dell’architettura in Europa. Una ricerca che, a partire dalle radici del moderno elaborate negli anni ‘20-‘30, ha prodotto gli esiti più interessanti negli anni ‘50-‘60 e nei primi anni ’70 proprio in Italia. Sono, questi ultimi, gli anni in cui maggiormente si è sperimentato un nuovo modello dell’abitare, ed in particolare dell’abitare sociale. Una vera e propria manualistica sull’abitazione sociale viene messa a punto proprio in questi anni con un grande contributo di studi e ricerche che hanno accompagnato la gran parte delle trasformazioni urbane delle più grandi città europee. Nella maggior parte degli studi (molti dei quali ancora oggi di grande attualità) si individua la forza che assume il ruolo dell’abitare inteso come qualità dello spazio del vivere quotidiano, sia privato che collettivo. E’ proprio l’attenzione a comporre la distribuzione dello spazio domestico che genera la qualità dell’aggregazione dei moduli abitativi; dall’interno verso l’esterno il progetto si costruisce a partire da un intima macchina interiore capace di svelare, poco a poco, il suo funzionamento e le ragioni compositive che lo hanno generato. Guillermo Vazquez Consuegra sembra mostrare, ancora oggi, molta attenzione verso questi temi, svelando una raffinata sensibilità proprio verso la ricerca continua di soluzioni capaci di ricostruire un dialogo tra la città e l’abitare. Anche nelle restrizioni economiche dell’edilizia sociale ed anche nelle limitazioni urbane delle nuove espansioni periferiche. Il testo mostra alcuni degli esempi più significativi, in questa direzione, dell'architetto spagnolo.
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