Il saggio indaga le strategie di narrazione simbolica messe a punto da Giorgio Vigolo nel Racconto La Virgilia, che pone in evidenza significative istanze di indagine sul rapporto tra conoscenza, letteratura e società. Vigolo ha la capacità di innestare il mito umanistico della ricerca letteraria e scientifica sull’istanza di attualizzare il sogno dell’arte antica, fondato su una precisa cifra comunicativa: il passato non può che rivivere attraverso le testimonianze scritte, che sia un distico di Stazio o che sia un mottetto di Monteverdi. Il piace-re del testo è il vero motore inconscio dell’agire narrativo che muove Vigolo, supportato da una vena lirica che le simbologie di Roma caricano di eterea trascendenza. Per dirla con Escarpit, il narratore effettua una precisa scelta di campo letterario: il suo simbolismo si nutre di decadentismo e umanesimo, di ipnosi e psicanalisi, di storia dell’arte e musica, quasi a sancire la natura sinestetica della letteratura. Una tale proposta letteraria mira a sua volta a superare la fortunata stagione del simbolismo, nel tentativo di definire un percorso di ricerca che elegge la prosa narrativa come il medium più adatto ad esprimere i palpiti della coscienza.

Per una "meccanica delle chimere". Giorgio Vigolo e la società delle narrazioni simboliche

Lombardinilo
2018

Abstract

Il saggio indaga le strategie di narrazione simbolica messe a punto da Giorgio Vigolo nel Racconto La Virgilia, che pone in evidenza significative istanze di indagine sul rapporto tra conoscenza, letteratura e società. Vigolo ha la capacità di innestare il mito umanistico della ricerca letteraria e scientifica sull’istanza di attualizzare il sogno dell’arte antica, fondato su una precisa cifra comunicativa: il passato non può che rivivere attraverso le testimonianze scritte, che sia un distico di Stazio o che sia un mottetto di Monteverdi. Il piace-re del testo è il vero motore inconscio dell’agire narrativo che muove Vigolo, supportato da una vena lirica che le simbologie di Roma caricano di eterea trascendenza. Per dirla con Escarpit, il narratore effettua una precisa scelta di campo letterario: il suo simbolismo si nutre di decadentismo e umanesimo, di ipnosi e psicanalisi, di storia dell’arte e musica, quasi a sancire la natura sinestetica della letteratura. Una tale proposta letteraria mira a sua volta a superare la fortunata stagione del simbolismo, nel tentativo di definire un percorso di ricerca che elegge la prosa narrativa come il medium più adatto ad esprimere i palpiti della coscienza.
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