Nel 1986 Stephen Hardy (University of New Hampshire) indicò nel suo articolo "Entrepreneurs, Organizations, and the Sport Marketplace. Subject in Search of Historians" quali indirizzi avrebbe dovuto prendere la ricerca storica nell'indagare il prodotto sportivo, inteso come una "merce triplice", composta da un aspetto formale (le regole dell'attività sportiva o del gioco), da uno istituzionale (le ricadute dello sport al di fuori della performance) e uno materiale (beni sportivi). Gli studi di storia materiale dello sport hanno finora privilegiato i legami intercorsi fra le attrezzature sportive e gli atleti, tralasciando un altro importante ambito nel quale l'attrezzatura sportiva ha trovato vasto utilizzo: la scuola. Le recenti linee di sviluppo della storiografia dell'educazione, d'altro canto, hanno privilegiato lo studio della produzione degli oggetti scolastici, senza però rivolgere specifiche indagini agli attrezzi ginnastici. In questo ambito è stata coniata da Juri Meda (2007) la felice definizione di "mezzi di educazione di massa": essa si applica a ogni "oggetto di consumo scolastico nel momento in cui viene sottoposto ad un processo di codificazione formale con fini omologanti e inizia ad essere distribuito su larga scala da grandi imprese industriali". Questa linea di ricerca può essere connessa allo studio della funzione svolta dalle istituzioni politiche e sociali nel condizionare gli indirizzi di insegnamento della ginnastica nelle scuole, le condizioni socio-economiche degli insegnanti e, infine, lo stato delle palestre e dei campi da gioco. Alla base del presente intervento si pone la tesi che le due direzioni di indagine, quella della storia materiale dello sport e quella della storia dell'educazione, possano incrociarsi fruttuosamente: scopo del lavoro diviene dimostrare come la categoria dei "mezzi di educazione di massa" possa a giusta ragione essere applicata all'insieme delle attrezzature sportive, il cui ambito di influenza è quello educativo.

Per una storia materiale dello Sport

Domenico Francesco Antonio Elia
2013

Abstract

Nel 1986 Stephen Hardy (University of New Hampshire) indicò nel suo articolo "Entrepreneurs, Organizations, and the Sport Marketplace. Subject in Search of Historians" quali indirizzi avrebbe dovuto prendere la ricerca storica nell'indagare il prodotto sportivo, inteso come una "merce triplice", composta da un aspetto formale (le regole dell'attività sportiva o del gioco), da uno istituzionale (le ricadute dello sport al di fuori della performance) e uno materiale (beni sportivi). Gli studi di storia materiale dello sport hanno finora privilegiato i legami intercorsi fra le attrezzature sportive e gli atleti, tralasciando un altro importante ambito nel quale l'attrezzatura sportiva ha trovato vasto utilizzo: la scuola. Le recenti linee di sviluppo della storiografia dell'educazione, d'altro canto, hanno privilegiato lo studio della produzione degli oggetti scolastici, senza però rivolgere specifiche indagini agli attrezzi ginnastici. In questo ambito è stata coniata da Juri Meda (2007) la felice definizione di "mezzi di educazione di massa": essa si applica a ogni "oggetto di consumo scolastico nel momento in cui viene sottoposto ad un processo di codificazione formale con fini omologanti e inizia ad essere distribuito su larga scala da grandi imprese industriali". Questa linea di ricerca può essere connessa allo studio della funzione svolta dalle istituzioni politiche e sociali nel condizionare gli indirizzi di insegnamento della ginnastica nelle scuole, le condizioni socio-economiche degli insegnanti e, infine, lo stato delle palestre e dei campi da gioco. Alla base del presente intervento si pone la tesi che le due direzioni di indagine, quella della storia materiale dello sport e quella della storia dell'educazione, possano incrociarsi fruttuosamente: scopo del lavoro diviene dimostrare come la categoria dei "mezzi di educazione di massa" possa a giusta ragione essere applicata all'insieme delle attrezzature sportive, il cui ambito di influenza è quello educativo.
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Descrizione: Elia, SISS, 2
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