La nuova articolazione spaziale e volumetrica dell’unità museale “Ippodameo” e dei nuovi depositi archeologici, ha come obiettivo una migliore rispondenza agli aspetti morfologici, funzionali e distributivi dei due organismi. L’impianto planimetrico delle due volumetrie è stato riarticolato secondo un principio di chiarezza e semplicità distributiva, in modo tale da creare continuità e fluidità nel percorso espositivo. I due interventi architettonici vengono uniformati dal rivestimento esterno, costituito da un involucro continuo, una pelle esterna di frangisole lignei montati su intelaiatura metallica che corre con continuità sulle pareti esterne. Questo involucro circonda e intrappola i volumi che compongono i due edifici, facendoli in parte “apparire” all'esterno. Il nuovo museo “Ippodameo” è stato concepito come naturale prosecuzione del Museo esistente. Si compone di un volume centrale articolato su due livelli nel quale al livello superiore si incastrano, i tre volumi delle sale multimediali, caratterizzate da un trattamento cromatico individuale e involucrati da una trama lignea continua. La grande quantità di reperti rinvenuti nel corso degli anni e la volontà di renderli consultabili e fruibili, trova risposta nella progettazione di un grande spazio dedicato allo stoccaggio ed alla catalogazione, pensato per accogliere e facilitare le attività attualmente ospitate nel Museo relative ai laboratori didattici. Con il Nuovo Deposito Reperti si concretizza la possibilità di rendere il Polo museale della Sibaritide un moderno centro-studi, dando l’opportunità agli studenti e agli addetti di approfondire la conoscenza e la ricerca sui beni archeologici di cui è ricco il territorio.

Polo Museale della Sibaritide - Ampliamento del Museo Archeologico di Sibari (Cosenza)

Filippo Raimondo
2016

Abstract

La nuova articolazione spaziale e volumetrica dell’unità museale “Ippodameo” e dei nuovi depositi archeologici, ha come obiettivo una migliore rispondenza agli aspetti morfologici, funzionali e distributivi dei due organismi. L’impianto planimetrico delle due volumetrie è stato riarticolato secondo un principio di chiarezza e semplicità distributiva, in modo tale da creare continuità e fluidità nel percorso espositivo. I due interventi architettonici vengono uniformati dal rivestimento esterno, costituito da un involucro continuo, una pelle esterna di frangisole lignei montati su intelaiatura metallica che corre con continuità sulle pareti esterne. Questo involucro circonda e intrappola i volumi che compongono i due edifici, facendoli in parte “apparire” all'esterno. Il nuovo museo “Ippodameo” è stato concepito come naturale prosecuzione del Museo esistente. Si compone di un volume centrale articolato su due livelli nel quale al livello superiore si incastrano, i tre volumi delle sale multimediali, caratterizzate da un trattamento cromatico individuale e involucrati da una trama lignea continua. La grande quantità di reperti rinvenuti nel corso degli anni e la volontà di renderli consultabili e fruibili, trova risposta nella progettazione di un grande spazio dedicato allo stoccaggio ed alla catalogazione, pensato per accogliere e facilitare le attività attualmente ospitate nel Museo relative ai laboratori didattici. Con il Nuovo Deposito Reperti si concretizza la possibilità di rendere il Polo museale della Sibaritide un moderno centro-studi, dando l’opportunità agli studenti e agli addetti di approfondire la conoscenza e la ricerca sui beni archeologici di cui è ricco il territorio.
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