Il passaggio da mediatori tradizionali, di tipo analogico e sequenziale, tra cui in primo luogo il libro di testo, a mediatori digitali, profondi e flessibili per loro stessa natura, può determinare una trasformazione significativa, in termini di efficacia didattica, nei processi di insegnamento-apprendimento? Il presente contributo prende in esame gli elementi di cambiamento individuati, seguendo in modalità longitudinale l’azione didattica di una insegnante di scuola primaria e della sua classe, nei tre anni conclusivi del ciclo scolastico. La docente è inserita in un progetto di formazione in servizio basato sull’analisi delle pratiche didattiche e sulla riflessione sul proprio agito, attraverso l’accompagnamento di un team di ricercatrici che ne ha supportato l’emersione delle evidenze in termini di modifica sia delle proprie concezioni che delle proprie prassi di insegnamento. Il turning-point del processo è stato evidenziato al momento dell’inserimento nel dispositivo di un mediatore digitale, una videoanimazione virtuale con numerosi spazi interattivi di approfondimento che ha reso possibile per la docente una ristrutturazione delle proprie modalità di trasposizione didattica, una ricostruzione accurata del sapere sotteso allo strumento utilizzato in classe, una progettazione della lezione maggiormente attenta allo spazio d’azione lasciato agli alunni. Il mediatore è di per sé trasformativo rispetto alle problematizzazioni che hanno luogo direttamente all’interno dello spazio della pratica didattica perché impregnato di un sapere coerente rispetto alle intenzioni dell’insegnante e non dispersivo o frammentario ma riconducibile ad unità concettuali significative. In seconda battuta, cambia l’approccio al senso del mediatore. Esso si pone come boundary object, risorsa di confine tra linguaggi e modalità cognitive differenti. Oltre ad essere trasformativo è anche in trasformazione, dotato di caratteristiche di fluidità che si esplicitano durante l’utilizzo in situazione.

Mediatori digitali e trasformazioni nelle pratiche didattiche

Pentucci Maila
2017

Abstract

Il passaggio da mediatori tradizionali, di tipo analogico e sequenziale, tra cui in primo luogo il libro di testo, a mediatori digitali, profondi e flessibili per loro stessa natura, può determinare una trasformazione significativa, in termini di efficacia didattica, nei processi di insegnamento-apprendimento? Il presente contributo prende in esame gli elementi di cambiamento individuati, seguendo in modalità longitudinale l’azione didattica di una insegnante di scuola primaria e della sua classe, nei tre anni conclusivi del ciclo scolastico. La docente è inserita in un progetto di formazione in servizio basato sull’analisi delle pratiche didattiche e sulla riflessione sul proprio agito, attraverso l’accompagnamento di un team di ricercatrici che ne ha supportato l’emersione delle evidenze in termini di modifica sia delle proprie concezioni che delle proprie prassi di insegnamento. Il turning-point del processo è stato evidenziato al momento dell’inserimento nel dispositivo di un mediatore digitale, una videoanimazione virtuale con numerosi spazi interattivi di approfondimento che ha reso possibile per la docente una ristrutturazione delle proprie modalità di trasposizione didattica, una ricostruzione accurata del sapere sotteso allo strumento utilizzato in classe, una progettazione della lezione maggiormente attenta allo spazio d’azione lasciato agli alunni. Il mediatore è di per sé trasformativo rispetto alle problematizzazioni che hanno luogo direttamente all’interno dello spazio della pratica didattica perché impregnato di un sapere coerente rispetto alle intenzioni dell’insegnante e non dispersivo o frammentario ma riconducibile ad unità concettuali significative. In seconda battuta, cambia l’approccio al senso del mediatore. Esso si pone come boundary object, risorsa di confine tra linguaggi e modalità cognitive differenti. Oltre ad essere trasformativo è anche in trasformazione, dotato di caratteristiche di fluidità che si esplicitano durante l’utilizzo in situazione.
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