Il saggio illustra la patrimonializzazione del culto antico ed emblematico di San Domenico Abate con i serpenti di Cocullo, nell’Abruzzo montano aquilano. Tale patrimonializzazione si sviluppa in centocinquant’anni insieme alle stesse scienze culturali e sociali che, attraverso gli antropologi, militano sul terreno in questione. La partecipazione alle inchieste e il confronto con i diversi approcci metodologici hanno stimolato tra gli abitanti l’insorgere del senso critico, della riflessività e della resilienza. Tuttavia, la curiosità scientifica non ha arrestato il collasso demografico e oggi la crisi socioeconomica del paese rischia di bloccare la vitalità e trasmissione di un bene culturale dal valore ampio. Perciò la comunità, grazie alle competenze di una nuova generazione di antropologi, ha realizzato un progetto di cooperazione fondato sui valori rinnovatori dell’heritage, secondo un’ottica ambientalista. Nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale, l’antica rete devozionale di San Domenico Abate, coagulata intorno a valori di pace e rispetto concreto per l’ambiente, chiede la salvaguardia urgente del proprio patrimonio immateriale, invocando norme specifiche del diritto internazionale che rappresentano una novità in campo nazionale e una decisa inversione di rotta rispetto alla visione nostalgica e retrotopica delle tradizioni locali.

Restare paese. La prima richiesta italiana di salvaguardia urgente del patrimonio immateriale all’UNESCO

lia giancristofaro
2020

Abstract

Il saggio illustra la patrimonializzazione del culto antico ed emblematico di San Domenico Abate con i serpenti di Cocullo, nell’Abruzzo montano aquilano. Tale patrimonializzazione si sviluppa in centocinquant’anni insieme alle stesse scienze culturali e sociali che, attraverso gli antropologi, militano sul terreno in questione. La partecipazione alle inchieste e il confronto con i diversi approcci metodologici hanno stimolato tra gli abitanti l’insorgere del senso critico, della riflessività e della resilienza. Tuttavia, la curiosità scientifica non ha arrestato il collasso demografico e oggi la crisi socioeconomica del paese rischia di bloccare la vitalità e trasmissione di un bene culturale dal valore ampio. Perciò la comunità, grazie alle competenze di una nuova generazione di antropologi, ha realizzato un progetto di cooperazione fondato sui valori rinnovatori dell’heritage, secondo un’ottica ambientalista. Nel 2018, anno europeo del patrimonio culturale, l’antica rete devozionale di San Domenico Abate, coagulata intorno a valori di pace e rispetto concreto per l’ambiente, chiede la salvaguardia urgente del proprio patrimonio immateriale, invocando norme specifiche del diritto internazionale che rappresentano una novità in campo nazionale e una decisa inversione di rotta rispetto alla visione nostalgica e retrotopica delle tradizioni locali.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Ripartire dai Borghi 1 luglio 2020.pdf

Solo gestori archivio

Tipologia: PDF editoriale
Dimensione 2.61 MB
Formato Adobe PDF
2.61 MB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11564/722806
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact