Il giorno 9 di dicembre, con tre giorni di anticipo sulla data esatta del centenario della nascita, abbiamo provato a raccontare agli studenti chi sia stato e cosa abbia fatto GDC. E perché sia importante e utile conoscerne oggi l’opera. Si sono susseguiti tanti interventi, tutti piuttosto brevi e tutti con un focus abbastanza ristretto: abbiamo acceso spot su questioni e vicende che richiedevano, lo sappiamo bene, tutt’altra ampiezza narrativa e ben altra profondità di analisi. Tuttavia, i molti riscontri avuti mostrano che l’operazione ha colto nel segno: i circa 250 studenti che hanno presenziato, con encomiabile tenacia, al faticoso pomeriggio, oggi sanno associare a un nome certamente già sentito, alcune opere, qualche figura, vari temi. E questo è già parecchio. Abbiamo lavorato, il 9 dicembre, alla costruzione di un pro-memoria, confidando nella curiosità di quanti vorranno studiare per capire di più e per fondare il proprio agire su maggiori consapevolezze. Ma, d’altro canto, un pro-memoria è anche questo libretto: anch’esso, infatti, si limita a mettere in fila una serie di spunti e di micro-ragionamenti che gli interessati potranno autonomamente sviluppare. A tal fine, le bibliografie costituiscono un viatico concreto per la ricerca individuale, mentre l’Atlante consente di consolidare un poco l’immaginario decarliano che abbiamo provato a delineare. Senza eccessive ambizioni scientifiche, abbiamo ritenuto utile costruire un instant-book, quasi un vademecum, capace di indirizzare quegli studenti e quegli architetti che vorranno dedicarsi a capire più in profondità quel personaggio complesso e fondamentale che è stato e rimane Giancarlo De Carlo.

GDC Attualità dell’opera

Antonio Alberto Clemente
2020

Abstract

Il giorno 9 di dicembre, con tre giorni di anticipo sulla data esatta del centenario della nascita, abbiamo provato a raccontare agli studenti chi sia stato e cosa abbia fatto GDC. E perché sia importante e utile conoscerne oggi l’opera. Si sono susseguiti tanti interventi, tutti piuttosto brevi e tutti con un focus abbastanza ristretto: abbiamo acceso spot su questioni e vicende che richiedevano, lo sappiamo bene, tutt’altra ampiezza narrativa e ben altra profondità di analisi. Tuttavia, i molti riscontri avuti mostrano che l’operazione ha colto nel segno: i circa 250 studenti che hanno presenziato, con encomiabile tenacia, al faticoso pomeriggio, oggi sanno associare a un nome certamente già sentito, alcune opere, qualche figura, vari temi. E questo è già parecchio. Abbiamo lavorato, il 9 dicembre, alla costruzione di un pro-memoria, confidando nella curiosità di quanti vorranno studiare per capire di più e per fondare il proprio agire su maggiori consapevolezze. Ma, d’altro canto, un pro-memoria è anche questo libretto: anch’esso, infatti, si limita a mettere in fila una serie di spunti e di micro-ragionamenti che gli interessati potranno autonomamente sviluppare. A tal fine, le bibliografie costituiscono un viatico concreto per la ricerca individuale, mentre l’Atlante consente di consolidare un poco l’immaginario decarliano che abbiamo provato a delineare. Senza eccessive ambizioni scientifiche, abbiamo ritenuto utile costruire un instant-book, quasi un vademecum, capace di indirizzare quegli studenti e quegli architetti che vorranno dedicarsi a capire più in profondità quel personaggio complesso e fondamentale che è stato e rimane Giancarlo De Carlo.
Cultura dell'immagine/immagine della cultura
978-88-32196-10-8
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