La pubblicazione raccoglie i contributi critici e i progetti sviluppati nell’ambito del workshop seminariale “Paesaggi Instabili. Esplorazioni del disegno urbano contemporaneo nelle aree interne”, tenutosi a Pescocostanzo e Rivisondoli (AQ) nel giugno 2019. Il dibattito aperto dai relatori provenienti dal POLIMI, UNICH, UNIVAQ, Università degli studi “Giustino Fortunato”, CISSGA, Agenzia per la Coesione Territoriale (SNAI), è poi maturato nei saggi contenuti nel libro (tra i quali quello qui caricato), da cui compaiono interpretazioni innovative, con l’individuazione di nuovi parametri di comprensione sui fenomeni evolutivi in atto nelle terre alte del Centro Italia. L’approccio adottato è multiscalare e trasversale fra saperi che si occupano delle trasformazioni del territorio; ciò ha consentito di analizzare il processo senza fermarsi alla lettura superficiale dei caratteri generali delle aree “deficitarie” del Paese. Emerge una diagnosi più certa degli assetti attuali dei territori dell’Appennino, la rilevazione delle tendenze incipienti e soprattutto la proposta di visioni ed indirizzi di progetto che ridefiniscono il profilo identitario e il ruolo di realtà con velocità di crescita differenti, nel sistema insediativo regionale.

Centralità e marginalità dei territori appenninici abruzzesi

Massimo Angrilli
In corso di stampa

Abstract

La pubblicazione raccoglie i contributi critici e i progetti sviluppati nell’ambito del workshop seminariale “Paesaggi Instabili. Esplorazioni del disegno urbano contemporaneo nelle aree interne”, tenutosi a Pescocostanzo e Rivisondoli (AQ) nel giugno 2019. Il dibattito aperto dai relatori provenienti dal POLIMI, UNICH, UNIVAQ, Università degli studi “Giustino Fortunato”, CISSGA, Agenzia per la Coesione Territoriale (SNAI), è poi maturato nei saggi contenuti nel libro (tra i quali quello qui caricato), da cui compaiono interpretazioni innovative, con l’individuazione di nuovi parametri di comprensione sui fenomeni evolutivi in atto nelle terre alte del Centro Italia. L’approccio adottato è multiscalare e trasversale fra saperi che si occupano delle trasformazioni del territorio; ciò ha consentito di analizzare il processo senza fermarsi alla lettura superficiale dei caratteri generali delle aree “deficitarie” del Paese. Emerge una diagnosi più certa degli assetti attuali dei territori dell’Appennino, la rilevazione delle tendenze incipienti e soprattutto la proposta di visioni ed indirizzi di progetto che ridefiniscono il profilo identitario e il ruolo di realtà con velocità di crescita differenti, nel sistema insediativo regionale.
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