Nella provincia di Foggia vi sono molte contraddizioni. Due tra le più evidenti sono il sovraffollamento degli slum, abitati da soli immigrati, di Borgo Mezzanone (tra Manfredonia e Foggia) e di Rignano Garganico (tra Foggia e San Severo) e lo spopolamento del Subappennino Dauno. Fenomeni che sono considerati separatamente. Il primo, come nemergena di ordine pubblico, igienico-sanitaria, umanitaria ecc. Lalro, come un problema dovuto a neconomia debole che ha favorito lemigraione. È effettivamente così? Oppure esiste un modo per immaginarli unitariamente? Per affrontarli come fenomeni strettamente connessi? Trasferire un certo numero di immigrati per diminuire la densità abitativa do maggiore e aumentarla do minore non può essere considerata una soluzione. È solo un primo passo, necessario ma non sufficiente. Occorre legarsi alle specificità del Subappennino come la bellezza dei centri storici molti dei quali quasi disabitati, la fragilità geomorfologica del territorio e la qualità dei paesaggi agrari. «Mettere in condizione le autorità locali, attraverso strumenti regolatori e finanziari a coordinarsi e lavorare con la società civile, le comunità, le popolazioni indigene e i migranti, nelle attività di gestione del rischio di disastri a livello locale» (Sendai Framework) significa agire per rendere interdipendenti le due situazioni problematiche in modo tale da trasformare linoenibili degli slum in capacità di resilienza per il Subappennino che permetta ai Comuni di aprirsi nuove prospettive economiche e di definire nuovi modelli di welfare.

Immigrazione e cura del territorio. Il Subappennino Dauno come laboratorio?

Antonio Alberto Clemente
2020-01-01

Abstract

Nella provincia di Foggia vi sono molte contraddizioni. Due tra le più evidenti sono il sovraffollamento degli slum, abitati da soli immigrati, di Borgo Mezzanone (tra Manfredonia e Foggia) e di Rignano Garganico (tra Foggia e San Severo) e lo spopolamento del Subappennino Dauno. Fenomeni che sono considerati separatamente. Il primo, come nemergena di ordine pubblico, igienico-sanitaria, umanitaria ecc. Lalro, come un problema dovuto a neconomia debole che ha favorito lemigraione. È effettivamente così? Oppure esiste un modo per immaginarli unitariamente? Per affrontarli come fenomeni strettamente connessi? Trasferire un certo numero di immigrati per diminuire la densità abitativa do maggiore e aumentarla do minore non può essere considerata una soluzione. È solo un primo passo, necessario ma non sufficiente. Occorre legarsi alle specificità del Subappennino come la bellezza dei centri storici molti dei quali quasi disabitati, la fragilità geomorfologica del territorio e la qualità dei paesaggi agrari. «Mettere in condizione le autorità locali, attraverso strumenti regolatori e finanziari a coordinarsi e lavorare con la società civile, le comunità, le popolazioni indigene e i migranti, nelle attività di gestione del rischio di disastri a livello locale» (Sendai Framework) significa agire per rendere interdipendenti le due situazioni problematiche in modo tale da trasformare linoenibili degli slum in capacità di resilienza per il Subappennino che permetta ai Comuni di aprirsi nuove prospettive economiche e di definire nuovi modelli di welfare.
2020
Atti della XXII Conferenza Nazionale SIU. L'Urbanistica italiana di fronte all'Agenda 2030. Portare territori e comunità sulla strada della sostenibilità e della resilienza,
AA.VV.
Italiano
STAMPA
55
62
8
9788899237219
Planum Publisher
Roma-Milano
ITALIA
Il saggio è stato sottoposto a peer review
welfare, fragility, immigration
www.planum.net
no
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
open
Clemente, Antonio Alberto; Mastrolonardo, Luciana
info:eu-repo/semantics/bookPart
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