Si tratta di 2 ricerche di primo acchito abbastanza eterogenee fra loro, ma che di fatto convergono sul tema del cambiamento sociale. Nel primo caso si va da Dio all'uomo, inteso quale persona che si realizza inevitabilmente con gli altri e per gli altri, mentre nel secondo le relazioni intime tra i nostri simili costituiscono lo stimolo, tanto più necessario in un'era di riflusso dell'impegno politico diretto, per trascendere le barriere ideologiche alla ricerca di ciò che unisce malgrado le legittime diversità, e sfociano da ultimo in un orizzonte utopico tutt'altro che estraneo al retaggio profetico dell'ebraismo, cristianesimo e dell'Islam (di quest'ultimo peraltro non si parla nel presente volume), per cui si può dire che la seconda indagine compia il percorso inverso, cioè dall'uomo a Dio. In entrambi i frangenti al centro dell'analisi si trova un paradosso, ovvero da un lato che il farsi piccoli agli occhi del mondo e porsi al servizio del prossimo equivale ad imitare Dio e quindi ad identificarsi con la Sua causa, quella della massima perfezione concepibile, e dall'altro che quanto vi è di più appagante sul piano dei rapporti "privati" ha in sé le potenzialità per mutare alla radice gli assetti "pubblici", anche se le occasioni ed i tempi oscillano fra l'anelito al ritorno al paradiso terrestre ormai perduto e l'avvento di un regno di inedita felicità collettiva d'impronta religiosa o secolare.

L'umiltà del Dio uno e trino. Saggio di etica sociale cristiana-Amicizia ed utopia. Il potere delle relazioni interpersonali e comunitarie

Stefano Ricciuti
2020-01-01

Abstract

Si tratta di 2 ricerche di primo acchito abbastanza eterogenee fra loro, ma che di fatto convergono sul tema del cambiamento sociale. Nel primo caso si va da Dio all'uomo, inteso quale persona che si realizza inevitabilmente con gli altri e per gli altri, mentre nel secondo le relazioni intime tra i nostri simili costituiscono lo stimolo, tanto più necessario in un'era di riflusso dell'impegno politico diretto, per trascendere le barriere ideologiche alla ricerca di ciò che unisce malgrado le legittime diversità, e sfociano da ultimo in un orizzonte utopico tutt'altro che estraneo al retaggio profetico dell'ebraismo, cristianesimo e dell'Islam (di quest'ultimo peraltro non si parla nel presente volume), per cui si può dire che la seconda indagine compia il percorso inverso, cioè dall'uomo a Dio. In entrambi i frangenti al centro dell'analisi si trova un paradosso, ovvero da un lato che il farsi piccoli agli occhi del mondo e porsi al servizio del prossimo equivale ad imitare Dio e quindi ad identificarsi con la Sua causa, quella della massima perfezione concepibile, e dall'altro che quanto vi è di più appagante sul piano dei rapporti "privati" ha in sé le potenzialità per mutare alla radice gli assetti "pubblici", anche se le occasioni ed i tempi oscillano fra l'anelito al ritorno al paradiso terrestre ormai perduto e l'avvento di un regno di inedita felicità collettiva d'impronta religiosa o secolare.
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