In questo lavoro è analizzato il rapporto tra la scrittrice friulana Caterina Percoto (1812 – 1887) e il “circolo culturale triestino”. Con tale formula si è soliti identificare il sodalizio di intellettuali italiani, slavi e tedeschi che nella prima metà dell’Ottocento, all’alba del biennio rivoluzionario 1848 – 1849, faceva capo alla rivista triestina “La Favilla” – in particolare ai suoi editori, Francesco Dall’Ongaro e Pacifico Valussi –, traendo ispirazione da figure simbolo del Risorgimento italiano come Mazzini e Tommaseo. La produzione letteraria di Caterina Percoto, testimonianza d’impegno sociale e riflesso della realtà coeva, riscosse grande successo anche negli ambienti politici. Il presente studio prende in esame alcuni racconti che si caratterizzano per tematiche legate, direttamente o indirettamente, al mondo culturale illirico/slavo (ad es. i soldati slavo-meridionali che militavano nell’esercito austriaco) e alla tradizione orale slavo-meridionale. Tra i testi più significativi si ricordano A Jalmicco nel 1848 (1848), La donna di Osoppo (1848) e La resurrezione di Marco Craglievich (1858), qui oggetto di una rilettura che tiene conto degli intensi contatti italo-illirici.

Caterina Percoto e il circolo culturale triestino

Lazarevic Di Giacomo, Persida
2021

Abstract

In questo lavoro è analizzato il rapporto tra la scrittrice friulana Caterina Percoto (1812 – 1887) e il “circolo culturale triestino”. Con tale formula si è soliti identificare il sodalizio di intellettuali italiani, slavi e tedeschi che nella prima metà dell’Ottocento, all’alba del biennio rivoluzionario 1848 – 1849, faceva capo alla rivista triestina “La Favilla” – in particolare ai suoi editori, Francesco Dall’Ongaro e Pacifico Valussi –, traendo ispirazione da figure simbolo del Risorgimento italiano come Mazzini e Tommaseo. La produzione letteraria di Caterina Percoto, testimonianza d’impegno sociale e riflesso della realtà coeva, riscosse grande successo anche negli ambienti politici. Il presente studio prende in esame alcuni racconti che si caratterizzano per tematiche legate, direttamente o indirettamente, al mondo culturale illirico/slavo (ad es. i soldati slavo-meridionali che militavano nell’esercito austriaco) e alla tradizione orale slavo-meridionale. Tra i testi più significativi si ricordano A Jalmicco nel 1848 (1848), La donna di Osoppo (1848) e La resurrezione di Marco Craglievich (1858), qui oggetto di una rilettura che tiene conto degli intensi contatti italo-illirici.
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