Il testo si suddivide in 3 parti, di cui la prima tratta sinteticamente le più rilevanti prospettive teoriche sul consorzio civile dagli inizi del pensiero sociologico ad oggi, soffermandosi innanzitutto sul formalismo simmeliano in rapporto al carattere liminare della triade, che possiede proprietà irriducibili sia a quelle dei componenti, sia a quelle delle coppie e che è quindi alla base di una crescente complessità delle interazioni fra gli uomini, sugli ultimi sviluppi della dottrina darwiniana nell'ambito comunitario e sull'originale compendio di istanze marxiste ed esistenzialistiche in un volume di A.Heller (1967). La seconda sezione invece si occupa delle basi vetero- e neotestamentarie del dogma cristiano della Santissima Trinità, degli approfondimenti in merito della Patristica sino al Credo niceno-costantinopolitano (381), delle successive dichiarazioni ufficiali della Chiesa cattolica e del dibattito fra i teologi odierni che si riconoscono nel primato del vescovo di Roma, ravvisando nello specifico il nesso palese fra l'economia delle Persone divine e l'articolarsi della duplice natura di Cristo, vero Dio e vero uomo. Infine, la terza, più attenta ai problemi sociali che attanagliano i singoli, le comunità e l'intera ecumene alla luce delle riflessioni comunemente svolte sul welfare ed in risposta alle sfide poste dal neo-populismo, tenta di provare che, malgrado gli apparenti limiti religiosi, se non addirittura confessionali, di quanto precede, l'ap-proccio che parte dall'eterno Amore che intercorre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo è un fondamento più solido della convivenza sociale, in un'era dominata per un verso dal rifiuto di rigide gerarchie lavorative, economiche o politiche in nome della pari dignità di ciascuno e per l'altro dalla rivendicazione quasi ossessiva del valore differenziante del merito, della vaga promessa di ricostituire un ceto medio in grado di far dialoga-re fra loro le classi estreme in modo da evitare che il potere corrosivo dell'invidia distrugga i legami fra i nostri simili che vanno dalla famiglia in su.

Saggio di sociologia trinitaria. Contro l'invidia sociale

Stefano Ricciuti
2022

Abstract

Il testo si suddivide in 3 parti, di cui la prima tratta sinteticamente le più rilevanti prospettive teoriche sul consorzio civile dagli inizi del pensiero sociologico ad oggi, soffermandosi innanzitutto sul formalismo simmeliano in rapporto al carattere liminare della triade, che possiede proprietà irriducibili sia a quelle dei componenti, sia a quelle delle coppie e che è quindi alla base di una crescente complessità delle interazioni fra gli uomini, sugli ultimi sviluppi della dottrina darwiniana nell'ambito comunitario e sull'originale compendio di istanze marxiste ed esistenzialistiche in un volume di A.Heller (1967). La seconda sezione invece si occupa delle basi vetero- e neotestamentarie del dogma cristiano della Santissima Trinità, degli approfondimenti in merito della Patristica sino al Credo niceno-costantinopolitano (381), delle successive dichiarazioni ufficiali della Chiesa cattolica e del dibattito fra i teologi odierni che si riconoscono nel primato del vescovo di Roma, ravvisando nello specifico il nesso palese fra l'economia delle Persone divine e l'articolarsi della duplice natura di Cristo, vero Dio e vero uomo. Infine, la terza, più attenta ai problemi sociali che attanagliano i singoli, le comunità e l'intera ecumene alla luce delle riflessioni comunemente svolte sul welfare ed in risposta alle sfide poste dal neo-populismo, tenta di provare che, malgrado gli apparenti limiti religiosi, se non addirittura confessionali, di quanto precede, l'ap-proccio che parte dall'eterno Amore che intercorre tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo è un fondamento più solido della convivenza sociale, in un'era dominata per un verso dal rifiuto di rigide gerarchie lavorative, economiche o politiche in nome della pari dignità di ciascuno e per l'altro dalla rivendicazione quasi ossessiva del valore differenziante del merito, della vaga promessa di ricostituire un ceto medio in grado di far dialoga-re fra loro le classi estreme in modo da evitare che il potere corrosivo dell'invidia distrugga i legami fra i nostri simili che vanno dalla famiglia in su.
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