I processi partecipativi sono una possibile soluzione, non certo l’unica e da sola sufficiente, alla profonda crisi dei sistemi politico-amministrativi, che affligge tutti i Paesi occidentali, sia a livello statuale che locale. Da oltre tre decenni, più o meno regolamentate negli ordinamenti istituzionali, molteplici pratiche di partecipazione – differenti per localizzazione geografica, livello territoriale, ambiti tematici, strategie e strumenti attuativi – sperimentano l’ipotesi che il coinvolgimento dei cittadini accresca la legittimità di politica e amministrazione, migliori la razionalità dei processi decisionali, aumenti la coesione sociale e il capitale culturale delle comunità. Il potenziamento di modalità di comunicazione e partecipazione dovrebbe promuovere la responsabilizzazione di tutti i protagonisti della sfera pubblica politica e generare un circolo virtuoso che assicuri una valorizzazione dell’interesse generale. Non si tratta di una novità: la ricerca di modelli di governance più partecipativi della res pubblica è una delle caratteristiche ricorrenti delle democrazie contemporanee. Eppure, «ogni volta che lo si affronta, soprattutto nella pratica politica, si ha come l’impressione di dover re-inventare la ruota».

Democrazia deliberativa e processi partecipativi

CORCHIA LUCA
2016

Abstract

I processi partecipativi sono una possibile soluzione, non certo l’unica e da sola sufficiente, alla profonda crisi dei sistemi politico-amministrativi, che affligge tutti i Paesi occidentali, sia a livello statuale che locale. Da oltre tre decenni, più o meno regolamentate negli ordinamenti istituzionali, molteplici pratiche di partecipazione – differenti per localizzazione geografica, livello territoriale, ambiti tematici, strategie e strumenti attuativi – sperimentano l’ipotesi che il coinvolgimento dei cittadini accresca la legittimità di politica e amministrazione, migliori la razionalità dei processi decisionali, aumenti la coesione sociale e il capitale culturale delle comunità. Il potenziamento di modalità di comunicazione e partecipazione dovrebbe promuovere la responsabilizzazione di tutti i protagonisti della sfera pubblica politica e generare un circolo virtuoso che assicuri una valorizzazione dell’interesse generale. Non si tratta di una novità: la ricerca di modelli di governance più partecipativi della res pubblica è una delle caratteristiche ricorrenti delle democrazie contemporanee. Eppure, «ogni volta che lo si affronta, soprattutto nella pratica politica, si ha come l’impressione di dover re-inventare la ruota».
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