Il dibattito pubblico sull’arte (contemporanea, moderna o antica che sia), si svolge nel segno di una costante mediatizzazione del processo creativo, in cui l’immagine costituisce sovente la metafora di una realtà trasfigurata o filtrata dal segno estetico. La pratica del consumo, connaturata al divenire del mondo sociale, non risparmia i prodotti culturali e l’arte più in generale, evidenziando un precipuo ancoraggio dell’elemento estetico al dato di cronaca, in grado di amplificare la portata sociale dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale. La rimozione del quadro del pittore olandese Frans Snyders dal refettorio dell’Università di Cambridge; il furto e il ritrovamento della porta del Bataclan dipinta da Bansky; l’imbrattamento della Gioconda di Leonardo con una torta: sono tre episodi di mediatizzazione dell’opera d’arte legati a motivazioni esterne all’opera stessa, a conferma della portata mediale del processo artistico in presenza di dati contingenti amplificabili su scala globale. Di qui la possibilità di riflettere sull’arte del simulacro al tempo della società dei consumi connessi, oggetto di indagine di una sociologia che sondi la portata comunicativa e semiotica delle immagini condivise nella società dei rischi globalizzati.

L’arte del simulacro. Il doppio legame tra finzione e realtà

andrea lombardinilo
Primo
2022

Abstract

Il dibattito pubblico sull’arte (contemporanea, moderna o antica che sia), si svolge nel segno di una costante mediatizzazione del processo creativo, in cui l’immagine costituisce sovente la metafora di una realtà trasfigurata o filtrata dal segno estetico. La pratica del consumo, connaturata al divenire del mondo sociale, non risparmia i prodotti culturali e l’arte più in generale, evidenziando un precipuo ancoraggio dell’elemento estetico al dato di cronaca, in grado di amplificare la portata sociale dell’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità digitale. La rimozione del quadro del pittore olandese Frans Snyders dal refettorio dell’Università di Cambridge; il furto e il ritrovamento della porta del Bataclan dipinta da Bansky; l’imbrattamento della Gioconda di Leonardo con una torta: sono tre episodi di mediatizzazione dell’opera d’arte legati a motivazioni esterne all’opera stessa, a conferma della portata mediale del processo artistico in presenza di dati contingenti amplificabili su scala globale. Di qui la possibilità di riflettere sull’arte del simulacro al tempo della società dei consumi connessi, oggetto di indagine di una sociologia che sondi la portata comunicativa e semiotica delle immagini condivise nella società dei rischi globalizzati.
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