Il contributo indaga il tema del doping come questione che, oltre a delinearsi come emergenziale degli ultimi tempi, chiama in causa aspetti fondamentali sì del presente ma altrettanto radicati nella storia dello sport e, più in generale, nella storia della cultura, del pensiero, della politica, della formazione, della civiltà occidentale. L'analisi pertanto scava nella storia culturale europea per tentare di cogliere le ragioni autentiche di un fenomeno come quello del doping che superficialmente viene liquidato con letture parziali e pregiudiziali, troppo spesso è stato ed è medicalizzato e troppo spesso risulta intriso di negazioni, avulso da attenzioni specifiche ai processi formativi e alle dinamiche di costruzione identitaria della persona. Il problema del doping in tal senso reclama una cultura dell’anti-doping, chiama a una radicale assunzione di responsabilità che è innanzitutto pedagogica e muove dall’educazione e si nutre di pratiche formative. Si configura in tal senso come oggetto e come compito di una teoria/pratica sociale ed educativa che interroga criticamente il sapere educativo nella sua struttura, che lo rilegge in vista di attivare prassi intenzionalmente formative e di promuovere una rinnovata teoria della formazione come orizzonte all’interno del quale restituire significato ai processi di realizzazione e di trasformazione umana che si incarnano nella cultura.

La cultura dell’antidoping come pratica formativa

Elsa Maria Bruni
2022

Abstract

Il contributo indaga il tema del doping come questione che, oltre a delinearsi come emergenziale degli ultimi tempi, chiama in causa aspetti fondamentali sì del presente ma altrettanto radicati nella storia dello sport e, più in generale, nella storia della cultura, del pensiero, della politica, della formazione, della civiltà occidentale. L'analisi pertanto scava nella storia culturale europea per tentare di cogliere le ragioni autentiche di un fenomeno come quello del doping che superficialmente viene liquidato con letture parziali e pregiudiziali, troppo spesso è stato ed è medicalizzato e troppo spesso risulta intriso di negazioni, avulso da attenzioni specifiche ai processi formativi e alle dinamiche di costruzione identitaria della persona. Il problema del doping in tal senso reclama una cultura dell’anti-doping, chiama a una radicale assunzione di responsabilità che è innanzitutto pedagogica e muove dall’educazione e si nutre di pratiche formative. Si configura in tal senso come oggetto e come compito di una teoria/pratica sociale ed educativa che interroga criticamente il sapere educativo nella sua struttura, che lo rilegge in vista di attivare prassi intenzionalmente formative e di promuovere una rinnovata teoria della formazione come orizzonte all’interno del quale restituire significato ai processi di realizzazione e di trasformazione umana che si incarnano nella cultura.
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