L’Institutio oratoria di Quintiliano potrebbe essere considerata la prima opera pedagogica che si occupa sistematicamente della persona durante tutto il corso della vita, configurandosi come un trattato denso di spunti significativi per la pedagogia moderna, alternando precetti, consigli e memorie di esperienze vissute. Certamente, la pedagogia di Quintiliano, dal carattere trasmissivo, si fonda sui principi della Roma imperiale e sulla convinzione che il ritorno alla perduta moralità pubblica non possa che passare dalla formazione del buon cittadino e del buon oratore e l’autore, anche in virtù dell’esperienza di inse­ gnante maturata nelle scuole di retorica, si propone di formare proprio e più specificamente la figura dell’oratore ideale. Sarebbe quindi ingenuo pensare di cogliere l’ampio spettro degli spunti offerti da Quintiliano e, pertanto, ci limiteremo a cogliere alcune interessanti suggestioni, al tempo stesso, sarebbe altrettanto ingenuo proporre meccanicamente anacronistici accostamenti alla moderna pedagogia scientifica, costituitasi attorno a un solido statuto episte­mologico a partire dall’Illuminismo e dalle riflessioni kantiane, ma tuttavia appare opportuno sottolineare i caratteri di modernità che attraversano l’opera, dall’attenzione alla prima infanzia, alle strategie per suscitare la curiosità del bambino come spinta intrinseca all’apprendimento, fino ai metodi e alla dimensione sociale dell’apprendimento stesso, alimentato da un costante e dinamico confronto con gli altri che lo rende più vivo e al tempo stesso lo promuove.

Da Quintiliano a Dewey: suggestioni antiche della pedagogia moderna

Claudio Crivellari
2022

Abstract

L’Institutio oratoria di Quintiliano potrebbe essere considerata la prima opera pedagogica che si occupa sistematicamente della persona durante tutto il corso della vita, configurandosi come un trattato denso di spunti significativi per la pedagogia moderna, alternando precetti, consigli e memorie di esperienze vissute. Certamente, la pedagogia di Quintiliano, dal carattere trasmissivo, si fonda sui principi della Roma imperiale e sulla convinzione che il ritorno alla perduta moralità pubblica non possa che passare dalla formazione del buon cittadino e del buon oratore e l’autore, anche in virtù dell’esperienza di inse­ gnante maturata nelle scuole di retorica, si propone di formare proprio e più specificamente la figura dell’oratore ideale. Sarebbe quindi ingenuo pensare di cogliere l’ampio spettro degli spunti offerti da Quintiliano e, pertanto, ci limiteremo a cogliere alcune interessanti suggestioni, al tempo stesso, sarebbe altrettanto ingenuo proporre meccanicamente anacronistici accostamenti alla moderna pedagogia scientifica, costituitasi attorno a un solido statuto episte­mologico a partire dall’Illuminismo e dalle riflessioni kantiane, ma tuttavia appare opportuno sottolineare i caratteri di modernità che attraversano l’opera, dall’attenzione alla prima infanzia, alle strategie per suscitare la curiosità del bambino come spinta intrinseca all’apprendimento, fino ai metodi e alla dimensione sociale dell’apprendimento stesso, alimentato da un costante e dinamico confronto con gli altri che lo rende più vivo e al tempo stesso lo promuove.
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