Il volume, volutamente collettaneo al fine di evidenziare la problematicità della questione dell’identità, unitamente alle sue svariate sfumature concettuali, si presenta come una serie indipendente e libera di contributi sul tema, senza che essi siano stati in qualche modo diretti da un orientamento generale o da una linea specifica espressa dalla curatrice dell’opera. L’esigenza, che è stata alla base dell’idea generativa del lavoro a più voci, è stata proprio quella di lasciare ampio margine di interpretazione e di lettura sulla questione, proprio in ragione della sua ineffabilità, presentando diversi punti di vista sul tema secondo la sensibilità di ciascun autore. Tale poliedricità di prospettive mira a sottolineare proprio la multifocalità della questione dell’identità, le cui infinite possibilità concettuali si sposano con punti di vista circoscritti che aprono a una visione aporetica e allo stesso tempo mai definitiva di quello che intendiamo soggettivamente connesso al tema dell’identità. Un testo, dunque, pensato per offrire spunti di riflessione e per lasciare sempre aperta l’esigenza ermeneutica del domandare, rispetto alla parzialità delle risposte che, nella loro determinatezza, offrono un sistema chiuso di saperi e di conoscenze cristallizzati intorno a un’idea generale delle cose che difficilmente trova rappresentazione nelle cose stesse. Fra le pagine del volume saranno presenti echi filosofici, questioni psicologiche, temi antropologici, nonché sociologici, nell’idea secondo la quale la parcellizzazione del sapere ha di fatto creato una dicotomia del pensiero suddiviso per discipline assestate per compartimenti stagni. L’idea che invece muove questo volume è che le cosiddette scienze umane, o diltheyanamente, scienze dello spirito, volte alla comprensione delle cose e non alla loro spiegazione scientifica, si offrano all’analisi ermeneutica come una preziosa possibilità di far interagire i saperi in una visione unica e ramificata di tutte quelle tematiche che richiamano all’uomo e al suo esserci nel mondo, secondo una prospettiva che sappia leggere l’uomo nelle sue diverse dimensioni comunicanti e mai scisse. La tendenza all’iperspecializzazione e alla separazione dei saperi, infatti, oltre che a creare scomparti disciplinari e rigidità epistemologiche , conduce a una pericolosa dissociazione del pensiero e della conoscenza incapace di abbracciare le problematiche complessive dell’esistenza. Morin stesso ci ricorda della necessità di proporre una nuova metodologia del sapere in grado di legare le conoscenze provenienti dai diversi ambiti, al fine di dare un senso più ampio e più completo alle molteplici dimensioni cui l’essere umano è immerso, secondo una logica olistica ed ecosistemica della conoscenza.

Pedagogia dell'identità: l'enigma dell'essere

Luana Di Profio;Adriano Ardovino;Dino Burtini;Claudio Crivellari;
2022-01-01

Abstract

Il volume, volutamente collettaneo al fine di evidenziare la problematicità della questione dell’identità, unitamente alle sue svariate sfumature concettuali, si presenta come una serie indipendente e libera di contributi sul tema, senza che essi siano stati in qualche modo diretti da un orientamento generale o da una linea specifica espressa dalla curatrice dell’opera. L’esigenza, che è stata alla base dell’idea generativa del lavoro a più voci, è stata proprio quella di lasciare ampio margine di interpretazione e di lettura sulla questione, proprio in ragione della sua ineffabilità, presentando diversi punti di vista sul tema secondo la sensibilità di ciascun autore. Tale poliedricità di prospettive mira a sottolineare proprio la multifocalità della questione dell’identità, le cui infinite possibilità concettuali si sposano con punti di vista circoscritti che aprono a una visione aporetica e allo stesso tempo mai definitiva di quello che intendiamo soggettivamente connesso al tema dell’identità. Un testo, dunque, pensato per offrire spunti di riflessione e per lasciare sempre aperta l’esigenza ermeneutica del domandare, rispetto alla parzialità delle risposte che, nella loro determinatezza, offrono un sistema chiuso di saperi e di conoscenze cristallizzati intorno a un’idea generale delle cose che difficilmente trova rappresentazione nelle cose stesse. Fra le pagine del volume saranno presenti echi filosofici, questioni psicologiche, temi antropologici, nonché sociologici, nell’idea secondo la quale la parcellizzazione del sapere ha di fatto creato una dicotomia del pensiero suddiviso per discipline assestate per compartimenti stagni. L’idea che invece muove questo volume è che le cosiddette scienze umane, o diltheyanamente, scienze dello spirito, volte alla comprensione delle cose e non alla loro spiegazione scientifica, si offrano all’analisi ermeneutica come una preziosa possibilità di far interagire i saperi in una visione unica e ramificata di tutte quelle tematiche che richiamano all’uomo e al suo esserci nel mondo, secondo una prospettiva che sappia leggere l’uomo nelle sue diverse dimensioni comunicanti e mai scisse. La tendenza all’iperspecializzazione e alla separazione dei saperi, infatti, oltre che a creare scomparti disciplinari e rigidità epistemologiche , conduce a una pericolosa dissociazione del pensiero e della conoscenza incapace di abbracciare le problematiche complessive dell’esistenza. Morin stesso ci ricorda della necessità di proporre una nuova metodologia del sapere in grado di legare le conoscenze provenienti dai diversi ambiti, al fine di dare un senso più ampio e più completo alle molteplici dimensioni cui l’essere umano è immerso, secondo una logica olistica ed ecosistemica della conoscenza.
Pedagogia, Persona, Possibilità. percorsi di teoria e storia dell'educazione
9788857591704
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/794433
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