Lo studioso che ha trattato in maniera più estensiva la sfera pubblica nel quadro di una teoria della società è sicuramente Jürgen Habermas. I suoi scritti, infatti, ne hanno ricostruito la genesi storica, identificato le componenti principali, esaminato la logica di sviluppo, analizzato i mutamenti di struttura e le differenti funzioni per la riproduzione della società nel suo insieme. La rilevanza della sua proposta teorica e applicativa, da Storia e critica dell’opinione pubblica (1962) sino ad oggi, è confermata dalle analisi bibliometriche sulle ricorrenze di citazioni in diverse discipline (Rauchfleisch 2017). Restringendo lo sguardo alle media research i dati non cambiano. In questo ambito scientifico, infatti, Habermas è “il teorico della sfera pubblica” e la sfera pubblica è valutata come un “concetto faro” della disciplina. La ricezione è, inoltre, qualitativamente buona e segue con precisione la revisione avviata con la Teoria dell’agire comunicativo (1981), l’Introduzione alla seconda edizione di Storia e critica dell’opinione pubblica (1990) e Fatti e norme (1992) sino a Political communication in media society, testo presentato al congresso dell’Associazione Internazionale di Comunicazione, a Dresda, il 20 giugno 2006 (2008). È interessante notare, per altro verso, come lo stesso Habermas abbia aggiornato continuamente il modello di sfera pubblica assumendo concetti – flusso a due fasi, clima di opinione, agenda-setting, framing, encoding-decoding, e altri ancora – ripresi da programmi di ricerca consolidati negli studi comunicativi (Corchia, Bracciale 2020). Naturalmente, non sono mancate nel tempo le critiche, ma una vera e propria messa in discussione del modello habermasiano si è avuta solo nell’ultimo decennio, con l’ingresso dei social network nel campo della comunicazione politica. Due studiosi di media research, Axel Bruns e Tim Highfield, hanno persino intitolato un loro saggio di critica Is Habermas on twitter? Social media and the public sphere (2016). La critica non è infondata. Habermas, infatti, non aveva prestato particolare attenzione alla digitalizzazione e all’interconnessione della rete. Le sue considerazioni in merito erano state frammentarie nei saggi più sistematici e sporadiche nelle interviste e negli interventi giornalistici. Per questo motivo, non può essere incluso tra i grandi protagonisti del primo dibattito sulla democrazia digitale nell’età di internet, come ad esempio Pierre Lévy, Derrick de Kerckhove, Howard Rheingold e Manuel Castells. Con un ultimo saggio, Habermas cerca di mettersi in pari. Überlegungen und hypothesen zu einem erneuten strukturwandel der politischen Öffentlichkeit (Riflessioni e ipotesi su un rinnovato cambiamento strutturale della sfera pubblica politica) è stato pubblicato come replica ai contributi raccolti, a cura di Martin Seeliger et Sebastian Sevignani, in un monografico della rivista tedesca Leviathan, per il sessantesimo anniversario di Strukturwandel der Öffentlichkeit. La seconda parte del testo affronta la questione di come la digitalizzazione e la rete stiano cambiando il sistema mediale e la comunicazione politica. In apertura, Habermas premette che “Gli effetti empirici che l’introduzione di internet e specialmente dei social media ha prodotto sulla formazione dell’opinione e della volontà nella sfera pubblica politica non sono facili da isolare” (2021a, p. 480). Ciononostante, nello sviluppo del saggio troviamo esaminati alcuni aspetti cruciali relativi ai mutamenti di struttura della sfera pubblica e alla qualità della comunicazione politica nei social network, convergenti con i risultati delle ricerche empiriche.

Habermas e i social network. La fine delle sfere pubbliche riflessive?

Luca Corchia
2022-01-01

Abstract

Lo studioso che ha trattato in maniera più estensiva la sfera pubblica nel quadro di una teoria della società è sicuramente Jürgen Habermas. I suoi scritti, infatti, ne hanno ricostruito la genesi storica, identificato le componenti principali, esaminato la logica di sviluppo, analizzato i mutamenti di struttura e le differenti funzioni per la riproduzione della società nel suo insieme. La rilevanza della sua proposta teorica e applicativa, da Storia e critica dell’opinione pubblica (1962) sino ad oggi, è confermata dalle analisi bibliometriche sulle ricorrenze di citazioni in diverse discipline (Rauchfleisch 2017). Restringendo lo sguardo alle media research i dati non cambiano. In questo ambito scientifico, infatti, Habermas è “il teorico della sfera pubblica” e la sfera pubblica è valutata come un “concetto faro” della disciplina. La ricezione è, inoltre, qualitativamente buona e segue con precisione la revisione avviata con la Teoria dell’agire comunicativo (1981), l’Introduzione alla seconda edizione di Storia e critica dell’opinione pubblica (1990) e Fatti e norme (1992) sino a Political communication in media society, testo presentato al congresso dell’Associazione Internazionale di Comunicazione, a Dresda, il 20 giugno 2006 (2008). È interessante notare, per altro verso, come lo stesso Habermas abbia aggiornato continuamente il modello di sfera pubblica assumendo concetti – flusso a due fasi, clima di opinione, agenda-setting, framing, encoding-decoding, e altri ancora – ripresi da programmi di ricerca consolidati negli studi comunicativi (Corchia, Bracciale 2020). Naturalmente, non sono mancate nel tempo le critiche, ma una vera e propria messa in discussione del modello habermasiano si è avuta solo nell’ultimo decennio, con l’ingresso dei social network nel campo della comunicazione politica. Due studiosi di media research, Axel Bruns e Tim Highfield, hanno persino intitolato un loro saggio di critica Is Habermas on twitter? Social media and the public sphere (2016). La critica non è infondata. Habermas, infatti, non aveva prestato particolare attenzione alla digitalizzazione e all’interconnessione della rete. Le sue considerazioni in merito erano state frammentarie nei saggi più sistematici e sporadiche nelle interviste e negli interventi giornalistici. Per questo motivo, non può essere incluso tra i grandi protagonisti del primo dibattito sulla democrazia digitale nell’età di internet, come ad esempio Pierre Lévy, Derrick de Kerckhove, Howard Rheingold e Manuel Castells. Con un ultimo saggio, Habermas cerca di mettersi in pari. Überlegungen und hypothesen zu einem erneuten strukturwandel der politischen Öffentlichkeit (Riflessioni e ipotesi su un rinnovato cambiamento strutturale della sfera pubblica politica) è stato pubblicato come replica ai contributi raccolti, a cura di Martin Seeliger et Sebastian Sevignani, in un monografico della rivista tedesca Leviathan, per il sessantesimo anniversario di Strukturwandel der Öffentlichkeit. La seconda parte del testo affronta la questione di come la digitalizzazione e la rete stiano cambiando il sistema mediale e la comunicazione politica. In apertura, Habermas premette che “Gli effetti empirici che l’introduzione di internet e specialmente dei social media ha prodotto sulla formazione dell’opinione e della volontà nella sfera pubblica politica non sono facili da isolare” (2021a, p. 480). Ciononostante, nello sviluppo del saggio troviamo esaminati alcuni aspetti cruciali relativi ai mutamenti di struttura della sfera pubblica e alla qualità della comunicazione politica nei social network, convergenti con i risultati delle ricerche empiriche.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/794673
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