Gennaro Finamore incarna la figura del medico umanista, pioniere dell'etnologia abruzzese tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Le sue ricerche interdisciplinari - linguistiche, igienico-sanitarie, storiche e culturali in senso lato - si svolsero nei paesi di montagna del Chietino, estendendosi fino ai confini con Lazio e Campania. Nonostante operasse dai margini, Finamore venne stimato da Giuseppe Pitré e grazie alla conoscenza delle lingue straniere si inserì in una fitta rete di relazioni internazionali e nazionali, ancora parzialmente inesplorata. Arrivato alla mezza età, lasciò l'attività medico-sanitaria e, giocoforza, la ricerca etnografica, che avevano risucchiato tutte le sue energie senza portargli cattedre, riconoscimenti, solidità lavorativa. La sfera dei rapporti stabiliti nella provincia abruzzese gli fruttò le attività successive: quella di insegnante e preside del Liceo Classico di Lanciano e quella di consulente editoriale per l'editore Rocco Carabba, che era stato il suo principale editore. La sua figura venne riscoperta alla fine del Novecento, quando gli venne riconosciuto un ruolo importante nella storia degli studi demo-etnoantropologici italiani.

Finamore tra luoghi e mondo: vicissitudini di un pioniere dell’antropologia

Lia Giancristofaro
2024-01-01

Abstract

Gennaro Finamore incarna la figura del medico umanista, pioniere dell'etnologia abruzzese tra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Le sue ricerche interdisciplinari - linguistiche, igienico-sanitarie, storiche e culturali in senso lato - si svolsero nei paesi di montagna del Chietino, estendendosi fino ai confini con Lazio e Campania. Nonostante operasse dai margini, Finamore venne stimato da Giuseppe Pitré e grazie alla conoscenza delle lingue straniere si inserì in una fitta rete di relazioni internazionali e nazionali, ancora parzialmente inesplorata. Arrivato alla mezza età, lasciò l'attività medico-sanitaria e, giocoforza, la ricerca etnografica, che avevano risucchiato tutte le sue energie senza portargli cattedre, riconoscimenti, solidità lavorativa. La sfera dei rapporti stabiliti nella provincia abruzzese gli fruttò le attività successive: quella di insegnante e preside del Liceo Classico di Lanciano e quella di consulente editoriale per l'editore Rocco Carabba, che era stato il suo principale editore. La sua figura venne riscoperta alla fine del Novecento, quando gli venne riconosciuto un ruolo importante nella storia degli studi demo-etnoantropologici italiani.
2024
Gennaro Finamore tra luoghi e mondo
Lia Giancristofaro, Fabiana Dimpflmeier, Pietro Clemente, Ferdinando Mirizzi, Fabio Dei, Eugenio Imbriani, Laurent Sébastien Fournier, Francesco Avolio, Eide Spedicato Iengo et al.
Italiano
STAMPA
11
36
26
9788831238182
Fondazione PescarAbruzzo Gestioni Culturali
Pescara
ITALIA
Atti del Congresso per il Centenario dalla morte (2023)
etnoantropologia, demologia, folklore, etnografia, storia degli studi
Goal 4: Quality education
Goal 3: Good health and well-being
no
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
none
Giancristofaro, Lia
info:eu-repo/semantics/bookPart
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