Perchè siamo sempre più indifferenti alle brutture edilizie? Quanto uno spazio armonioso e ben progettato può qualificare la vita delle persone? Come generare la domanda di qualità spaziale? Come promuovere la sensibilità verso spazi edilizi e urbani adeguati? Come agire, a partire dalla prima infanzia, attraverso attività educative ludiche? Come superare la distanza tra sapere specialistico e sapere comune, relativamente allo spazio e alla città? Queste alcune delle questioni che muovono la presente ricerca, nella convinzione della necessità di un’urgente e diffusa sensibilizzazione alle qualità dello spazio costruito. In prima battuta si conduce un’analisi dello stato dell’arte, per indagare quali siano le attuali pratiche educative allo spazio costruito; in una seconda parte si esaminano il ruolo e la lettura che artisti ed architetti fanno del rapporto duale tra spazio e corpo, attraverso una messa in discussione delle certezze acquisite. Il testo si conclude, poi, con il racconto di un’esperienza laboratoriale condotta sul campo come possibile metodo di lettura e reinterpretazione dello spazio privato, dello spazio ur- bano e di uno spazio espositivo fuori dal comune.
Esperienza dello spazio. Educazione ludica all’architettura
Alessandra Gabriele
2024-01-01
Abstract
Perchè siamo sempre più indifferenti alle brutture edilizie? Quanto uno spazio armonioso e ben progettato può qualificare la vita delle persone? Come generare la domanda di qualità spaziale? Come promuovere la sensibilità verso spazi edilizi e urbani adeguati? Come agire, a partire dalla prima infanzia, attraverso attività educative ludiche? Come superare la distanza tra sapere specialistico e sapere comune, relativamente allo spazio e alla città? Queste alcune delle questioni che muovono la presente ricerca, nella convinzione della necessità di un’urgente e diffusa sensibilizzazione alle qualità dello spazio costruito. In prima battuta si conduce un’analisi dello stato dell’arte, per indagare quali siano le attuali pratiche educative allo spazio costruito; in una seconda parte si esaminano il ruolo e la lettura che artisti ed architetti fanno del rapporto duale tra spazio e corpo, attraverso una messa in discussione delle certezze acquisite. Il testo si conclude, poi, con il racconto di un’esperienza laboratoriale condotta sul campo come possibile metodo di lettura e reinterpretazione dello spazio privato, dello spazio ur- bano e di uno spazio espositivo fuori dal comune.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


