Il saggio analizza la scissione tra pianificazione urbanistica e tutela/valorizzazione del paesaggio rurale nel comune di Salve (Lecce), caso emblematico dell’Area Interna Sud Salento. I contenuti del Programma di Fabbricazione (PdF) del 1974 risultano profondamente distanti da quelli del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR, 2015). In dodici dei diciotto comuni dell’area, sono vigenti strumenti urbanistici superati, fenomeno diffuso in tante regioni italiane, specie nel Sud. Il PdF, nato nel 1942 come allegato ai regolamenti edilizi, avrebbe dovuto garantire una disciplina urbanistica minima e differenziare le tipologie edilizie per tutelare alcuni ambienti, ma nel tempo ha assunto la stessa valenza giuridica di un Piano Regolatore Generale. La legislazione regionale ha di fatto sancito la necessità di sostituirlo, rimasta però inattuata in molti comuni, tra cui Salve. Dal 1974 non è stato integrato alcun principio paesaggistico nella pianificazione comunale. Il divario tra pianificazione e realtà territoriale è evidente. Il PdF individua una vasta zona agricola (E1 ed E2), soprattutto la E2 (circa 2.500 ettari), dove si sono verificate tre trasformazioni chiave: - incremento straordinario del consumo di suolo, rilevato dal progetto europeo Corine Land Cover e confermato dai dati ISPRA e dalla Carta Tecnica Regionale. - aumento della densità del costruito, con radicale cambiamento del paesaggio delle masserie (oggi inglobate da residenze e strutture turistico-ricettive), come documentato dalle ortofoto e dall’analisi catastale. - mutamento della tipologia di edificazione, con parcellizzazione dei fondi agricoli (media 4.500 mq) e prezzi di vendita dei terreni distorti (anche dieci volte superiori al valore agricolo), effetto di una generalizzata conversione d’uso a fini edificatori o turistici. Queste trasformazioni hanno stravolto l’assetto rurale e ostacolato una pianificazione futura efficace. Il saggio conclude sottolineando come il caso di Salve sia paradigmatico: la sopravvivenza passiva del PdF ha contribuito a dissipare risorse paesaggistiche e indebolire la coesione territoriale. Oggi, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e programmi regionali (APQ Sud Salento), si riconosce il valore strategico del paesaggio per identità urbana e qualità della vita. Diventa quindi fondamentale adottare un modello di interdipendenza tra pianificazione urbanistica e progetto di paesaggio, superando la logica frammentaria degli strumenti obsoleti, per costruire una rigenerazione territoriale sostenibile e resiliente, pienamente integrata con le nuove politiche nazionali e regionali.

Ridare centralità al rapporto tra piano urbanistico e paesaggio. Il caso del comune di Salve nell’Area interna “Sud Salento”.

Antonio Alberto Clemente
2025-01-01

Abstract

Il saggio analizza la scissione tra pianificazione urbanistica e tutela/valorizzazione del paesaggio rurale nel comune di Salve (Lecce), caso emblematico dell’Area Interna Sud Salento. I contenuti del Programma di Fabbricazione (PdF) del 1974 risultano profondamente distanti da quelli del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale (PPTR, 2015). In dodici dei diciotto comuni dell’area, sono vigenti strumenti urbanistici superati, fenomeno diffuso in tante regioni italiane, specie nel Sud. Il PdF, nato nel 1942 come allegato ai regolamenti edilizi, avrebbe dovuto garantire una disciplina urbanistica minima e differenziare le tipologie edilizie per tutelare alcuni ambienti, ma nel tempo ha assunto la stessa valenza giuridica di un Piano Regolatore Generale. La legislazione regionale ha di fatto sancito la necessità di sostituirlo, rimasta però inattuata in molti comuni, tra cui Salve. Dal 1974 non è stato integrato alcun principio paesaggistico nella pianificazione comunale. Il divario tra pianificazione e realtà territoriale è evidente. Il PdF individua una vasta zona agricola (E1 ed E2), soprattutto la E2 (circa 2.500 ettari), dove si sono verificate tre trasformazioni chiave: - incremento straordinario del consumo di suolo, rilevato dal progetto europeo Corine Land Cover e confermato dai dati ISPRA e dalla Carta Tecnica Regionale. - aumento della densità del costruito, con radicale cambiamento del paesaggio delle masserie (oggi inglobate da residenze e strutture turistico-ricettive), come documentato dalle ortofoto e dall’analisi catastale. - mutamento della tipologia di edificazione, con parcellizzazione dei fondi agricoli (media 4.500 mq) e prezzi di vendita dei terreni distorti (anche dieci volte superiori al valore agricolo), effetto di una generalizzata conversione d’uso a fini edificatori o turistici. Queste trasformazioni hanno stravolto l’assetto rurale e ostacolato una pianificazione futura efficace. Il saggio conclude sottolineando come il caso di Salve sia paradigmatico: la sopravvivenza passiva del PdF ha contribuito a dissipare risorse paesaggistiche e indebolire la coesione territoriale. Oggi, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e programmi regionali (APQ Sud Salento), si riconosce il valore strategico del paesaggio per identità urbana e qualità della vita. Diventa quindi fondamentale adottare un modello di interdipendenza tra pianificazione urbanistica e progetto di paesaggio, superando la logica frammentaria degli strumenti obsoleti, per costruire una rigenerazione territoriale sostenibile e resiliente, pienamente integrata con le nuove politiche nazionali e regionali.
2025
Reti città territorio
Andrea Iacomoni, Paola Nicoletta Imbesi, Francesca Rossi (a cura di)
Italiano
STAMPA
82
88
7
978 88 6764 359 2
Libria
Matera
ITALIA
Il volume si inserisce pienamente nel dibattito urbanistico internazionale sulle politiche territoriali e la valorizzazione del paesaggio rurale, con particolare attenzione al contesto mediterraneo e alle aree interne del Sud Europa. Nelle bibliografie e nei riferimenti sono citati progetti europei come Corine Land Cover e fonti della programmazione territoriale regionale, allineandosi con le metodologie e gli obiettivi della ricerca urbanistica europea. La trattazione si confronta anche con le pratiche internazionali di pianificazione sostenibile, resilienza e rigenerazione territoriale, tematiche centrali nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), e in piani analoghi a livello UE. Il testo evidenzia una forte interdisciplinarità, integrando fonti e approcci di urbanistica, geografia, diritto urbanistico, analisi economica (valore fondiario), statistica ambientale, cultura territoriale e paesaggistica. Sono utilizzate fonti giuridiche, dati ambientali e strumenti cartografici, con riflessioni che attraversano la pianificazione, il paesaggio, le politiche di coesione sociale e lo sviluppo economico locale. Questo approccio consente una lettura complessa e articolata dei fenomeni oggetto di studio. Il saggio si caratterizza per solidità metodologica e ampiezza delle fonti, come dimostrato dalla presenza di una robusta bibliografia tecnico-scientifica (CeNSU, INU, SIU, ISPRA, Regione Puglia) e dal confronto critico con le normative regionali e nazionali. La reputazione scientifica dell’autore e la qualità dell’impianto teorico sono riconosciuti nelle principali sedi accademiche, rilevanti anche per l’originalità del caso studio e l’impiego di metodologie avanzate di analisi territoriale.
Pianificazione urbanistica, Paesaggio rurale, Consumo di suolo, Paesaggio
Goal 11: Sustainable cities and communities
Goal 15: Life on land
Goal 13: Climate action
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
none
Clemente, Antonio Alberto
info:eu-repo/semantics/bookPart
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