La direttiva sulla corporate sustainability due diligence n. 2024/1760 è debitrice della mobilitazione della società civile, volta a ottenere una legislazione europea che sancisse il principio di responsabilizzazione dell’impresa per violazione dei diritti umani e i danni ambientali causati dalla sua attività economica, estesa alle catene del valore. Le organizzazioni della società civile (sindacati, difensori dei diritti umani, attivisti per l’ambiente, ong, movimenti per il clima, scienziati, ecc.), già promotrici della legge francese sul devoir de vigilance e della legge tedesca Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz sugli obblighi di cura nelle catene di fornitura, hanno fortemente sostenuto il processo di giuridificazione della responsabilità di impresa nella consapevolezza della totale inadeguatezza degli strumenti di soft law sinora adottati per prevenire i rischi e riparare i danni provocati all’ambiente, alle persone e a intere comunità dallo sfruttamento intensivo delle risorse del pianeta e del lavoro umano. La mobilitazione della società civile a sostegno di una legislazione europea che traducesse le linee guida dettate da fonti internazionali in norme vincolanti dotate di un adeguato apparato sanzionatorio è stata alimentata dalla consapevolezza della rilevanza nel mercato globale delle regole poste alle imprese dall’Unione Europea, che producono effetti conformativi di più ampia portata, grazie al cd. “effetto Bruxelles”, che in vari modi spinge le imprese extraeuropee a conformarsi ai più elevati standard di sicurezza per accedere al mercato unico e a sostenere analoghi standard nei paesi di origine per evitare una concorrenza interna al ribasso.

L’impresa responsabile e i suoi interlocutori: the other side of the duty of care

faustina guarriello
2025-01-01

Abstract

La direttiva sulla corporate sustainability due diligence n. 2024/1760 è debitrice della mobilitazione della società civile, volta a ottenere una legislazione europea che sancisse il principio di responsabilizzazione dell’impresa per violazione dei diritti umani e i danni ambientali causati dalla sua attività economica, estesa alle catene del valore. Le organizzazioni della società civile (sindacati, difensori dei diritti umani, attivisti per l’ambiente, ong, movimenti per il clima, scienziati, ecc.), già promotrici della legge francese sul devoir de vigilance e della legge tedesca Lieferkettensorgfaltspflichtengesetz sugli obblighi di cura nelle catene di fornitura, hanno fortemente sostenuto il processo di giuridificazione della responsabilità di impresa nella consapevolezza della totale inadeguatezza degli strumenti di soft law sinora adottati per prevenire i rischi e riparare i danni provocati all’ambiente, alle persone e a intere comunità dallo sfruttamento intensivo delle risorse del pianeta e del lavoro umano. La mobilitazione della società civile a sostegno di una legislazione europea che traducesse le linee guida dettate da fonti internazionali in norme vincolanti dotate di un adeguato apparato sanzionatorio è stata alimentata dalla consapevolezza della rilevanza nel mercato globale delle regole poste alle imprese dall’Unione Europea, che producono effetti conformativi di più ampia portata, grazie al cd. “effetto Bruxelles”, che in vari modi spinge le imprese extraeuropee a conformarsi ai più elevati standard di sicurezza per accedere al mercato unico e a sostenere analoghi standard nei paesi di origine per evitare una concorrenza interna al ribasso.
2025
Impresa e diritti umani sul lavoro tra normativa e prassi
Faustina Guarriello
Italiano
STAMPA
49
70
22
9788835172994
Franco Angeli
Milano
ITALIA
La partecipazione delle organizzazioni della società civile alla definizione degli obblighi legali di due diligence sui diritti umani, l’ambiente e il clima, ha prodotto – malgrado i numerosi compromessi che hanno scandito le tappe di approvazione – risultati tangibili in termini di riconoscimento del ruolo dei portatori d’interesse durante l’intero processo di due diligence, da realizzarsi tramite misure appropriate volte ad assicurare il loro effettivo coinvolgimento nelle fasi salienti del processo. La ratio del meaningful engagement with stakeholders, come nei Principi Guida delle Nazioni Unite e nelle Linee Guida dell’Ocse, risiede nell’apporto in termini di informazioni e conoscenze, anche a carattere scientifico, indispensabili a una corretta valutazione dei rischi effettivi o potenziali per i diritti umani, l’ambiente e il clima, causati dall’attività della società, delle sue filiali e supply chain, dato che l’assunzione di responsabilità per i danni causati a tali beni pubblici non rientra tra gli obiettivi dell’impresa capitalistica.
due diligence, diritti umani, stakeholder, sindacati, rappresentanti dei lavoratori, ong, iniziative multistakeholder, valutazione dei rischi, contrattazione transnazionale, informazione e consultazione
Goal 8: Decent work and economic growth
Goal 12: Responsible consumption and production
Goal 17: Partnerships for the goals
2 Contributo in Volume::2.1 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
1
268
none
Guarriello, Faustina
info:eu-repo/semantics/bookPart
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