Le aree interne appenniniche del nostro Paese vivono oggi una palese contraddizione, da un lato sono considerate marginali e in abbandono, dall’ altro sono assolutamente centrali sotto il profilo della conservazione delle risorse naturali. Biodiversità, acqua potabile, biomassa e molti altri servizi ecosistemici sono offerti dalle terre alte, da cui l’uomo si è progressivamente allontanato, abbandonando insediamenti e coltivazioni e lasciando che i boschi riprendessero vigore e spazio. L' emergenza dell'epidemia di SARS-CoV-2 ha riportato in primo piano questi valori e l’ idea che le aree montane spopolate o abbandonate possano essere nuovamente abitate da persone disposte a lasciare città sovraffollate per sfuggire ai rischi futuri di nuove epidemie, sembrava aver guadagnato un certo credito. Nel corso dei lockdown sono stati osservati casi di cittadini che spostavano la propria residenza nelle aree ru- rali e montane del Paese, attratti dalla migliore qualità della vita, oltre che dalla qualità dell'aria e dell' acqua e dall'assenza di inquinamento. Questo ritorno di interesse per i piccoli paesi non sembra però aver prodotto, almeno sino ad ora, effetti sulla demogra- fia delle aree interne, ma solo sul turismo, come testimonia una ricerca dell’Unionca- mere-Isnart che ha registrato nel 2023 un incremento degli afflussi turistici pari al 7%, rispetto all’anno pre-pandemia. Rimane tuttavia cruciale, per promuovere una diversa visione delle aree interne, l'op- portunità di valorizzare il capitale naturale e i suoi servizi ecosistemici. Una opportu- nità che deve essere colta trovando modalità per quantificarlo e valutarne economica- mente i servizi offerti, inclusi quelli mirati al benessere e alla salute degli abitanti. La mappatura degli ecosistemi e la loro contabilità sistematica, insieme all'inclusione di linee guida specifiche per lo sviluppo strategico delle green communities nella piani- ficazione territoriale, sono misure prioritarie per la valutazione economica e l'ingresso nel mercato volontario, in cui un determinato servizio ecosistemico è venduto a un acquirente per un corrispettivo monetario. Questa forma di scambio, denominata PES (Pagamento per Servizi Ecosistemici), potrebbe convertire i valori ambientali, attual- mente non presi in considerazione dal mercato - come la qualità dell'acqua - in soste- gno finanziario per i gestori del capitale naturale, garantendo così il mantenimento di 92 molte funzioni ecologiche offerte dal Capitale Naturale. Dopo aver delineato il quadro legislativo della situazione in Italia, il saggio esplora due principali ambiti di applicazione: a scala comunale, dove viene analizzata l’integrazio- ne delle politiche di Green Community nel nuovo strumento di pianificazione urbana comunale di Pacentro, e a scala territoriale, dove ci si concentra sulla Green Commu- nity Maiella Madre, un progetto in corso finanziato attraverso i fondi del PNRR, mirato a promuovere una gestione condivisa delle risorse naturali e a sviluppare strategie integrate per la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, culturale ed ecosistemico dell’area, coinvolgendo i comuni interessati e attivando reti di collaborazione tra enti locali, imprese e comunità. Il saggio si propone di mostrare come l’approccio delle Green Communities possa rap- presentare una risposta concreta alle sfide legate alla sostenibilità ambientale, eco- nomica e sociale, ponendo al centro il legame tra uomo e natura in una prospettiva di lungo periodo.

Green Community e servizi ecosistemici. Un volano per le aree interne?

Massimo Angrilli
;
Valentina Ciuffreda
2025-01-01

Abstract

Le aree interne appenniniche del nostro Paese vivono oggi una palese contraddizione, da un lato sono considerate marginali e in abbandono, dall’ altro sono assolutamente centrali sotto il profilo della conservazione delle risorse naturali. Biodiversità, acqua potabile, biomassa e molti altri servizi ecosistemici sono offerti dalle terre alte, da cui l’uomo si è progressivamente allontanato, abbandonando insediamenti e coltivazioni e lasciando che i boschi riprendessero vigore e spazio. L' emergenza dell'epidemia di SARS-CoV-2 ha riportato in primo piano questi valori e l’ idea che le aree montane spopolate o abbandonate possano essere nuovamente abitate da persone disposte a lasciare città sovraffollate per sfuggire ai rischi futuri di nuove epidemie, sembrava aver guadagnato un certo credito. Nel corso dei lockdown sono stati osservati casi di cittadini che spostavano la propria residenza nelle aree ru- rali e montane del Paese, attratti dalla migliore qualità della vita, oltre che dalla qualità dell'aria e dell' acqua e dall'assenza di inquinamento. Questo ritorno di interesse per i piccoli paesi non sembra però aver prodotto, almeno sino ad ora, effetti sulla demogra- fia delle aree interne, ma solo sul turismo, come testimonia una ricerca dell’Unionca- mere-Isnart che ha registrato nel 2023 un incremento degli afflussi turistici pari al 7%, rispetto all’anno pre-pandemia. Rimane tuttavia cruciale, per promuovere una diversa visione delle aree interne, l'op- portunità di valorizzare il capitale naturale e i suoi servizi ecosistemici. Una opportu- nità che deve essere colta trovando modalità per quantificarlo e valutarne economica- mente i servizi offerti, inclusi quelli mirati al benessere e alla salute degli abitanti. La mappatura degli ecosistemi e la loro contabilità sistematica, insieme all'inclusione di linee guida specifiche per lo sviluppo strategico delle green communities nella piani- ficazione territoriale, sono misure prioritarie per la valutazione economica e l'ingresso nel mercato volontario, in cui un determinato servizio ecosistemico è venduto a un acquirente per un corrispettivo monetario. Questa forma di scambio, denominata PES (Pagamento per Servizi Ecosistemici), potrebbe convertire i valori ambientali, attual- mente non presi in considerazione dal mercato - come la qualità dell'acqua - in soste- gno finanziario per i gestori del capitale naturale, garantendo così il mantenimento di 92 molte funzioni ecologiche offerte dal Capitale Naturale. Dopo aver delineato il quadro legislativo della situazione in Italia, il saggio esplora due principali ambiti di applicazione: a scala comunale, dove viene analizzata l’integrazio- ne delle politiche di Green Community nel nuovo strumento di pianificazione urbana comunale di Pacentro, e a scala territoriale, dove ci si concentra sulla Green Commu- nity Maiella Madre, un progetto in corso finanziato attraverso i fondi del PNRR, mirato a promuovere una gestione condivisa delle risorse naturali e a sviluppare strategie integrate per la valorizzazione del patrimonio paesaggistico, culturale ed ecosistemico dell’area, coinvolgendo i comuni interessati e attivando reti di collaborazione tra enti locali, imprese e comunità. Il saggio si propone di mostrare come l’approccio delle Green Communities possa rap- presentare una risposta concreta alle sfide legate alla sostenibilità ambientale, eco- nomica e sociale, ponendo al centro il legame tra uomo e natura in una prospettiva di lungo periodo.
2025
9791281774261
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/871436
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