Il presente contributo intende inserirsi nel quadro delle quantomai complesse e articolate discussioni relative al tema della formazione al tempo della transizione digitale e si propone di approfondire, nello specifico, l’evoluzione registrata in Italia dall’insegnamento universitario ‘a distanza’. L’analisi prende il via, in particolare, dall’emanazione del D.M. Moratti-Stanca del 17 aprile 2003, con il quale si dava attuazione all’art. 26 (comma 5) della Legge 27 dicembre 2002, n. 289. Con il decreto, tra l’altro, si legava forse per la prima volta il concetto di life long learning all’istruzione universitaria e con esso si evidenziava come l’e-learning fosse da considerarsi una ‘categoria’ indispensabile per lo sviluppo di quella che l’UE definisce Information society. Il contributo intende dunque analizzare le radici, le caratteristiche e gli elementi che hanno determinato l’espansione del sistema delle università telematiche nel nostro Paese e approfondire le modalità e le diverse forme con cui gli atenei – per così dire tradizionali – si sono fatti carico dell’istituzione e attivazione di appositi corsi di studio erogati a distanza nel corso dell’ultimo ventennio. In realtà, questo processo di transizione digitale era già stato avviato tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, periodo in cui l’esigenza di definire «nuove modalità didattiche» era ormai divenuta centrale, specie in un’ottica comparativa degli ordinamenti accademici definiti nelle altre università europee e internazionali. Di certo, le nuove tecnologie hanno offerto la possibilità di ridefinire la conformazione della didattica universitaria ed hanno di conseguenza ampliato anche i ‘confini’ dei processi di apprendimento. Esse, tuttavia, hanno altresì posto in evidenza l’emergere di alcune criticità a cui il mondo accademico italiano ha dovuto celermente far fronte, ovvero in primis le opportunità e le risorse economiche, culturali, umane e tecnologiche di cui poter disporre e quelle da dover attivare o reperire, oltre al problema centrale della formazione dei docenti, chiamati a gestire per l’appunto nuove forme della didattica e a monitorare sulla qualità dell’offerta formativa proposta online, che ormai affianca, quando non sostituisce, quella tradizionalmente erogata ‘in presenza’.

Il sistema universitario italiano nella transizione digitale: tra forme di innovazione didattica e sviluppo delle università telematiche

Sofia Montecchiani
;
Luigiaurelio Pomante
2025-01-01

Abstract

Il presente contributo intende inserirsi nel quadro delle quantomai complesse e articolate discussioni relative al tema della formazione al tempo della transizione digitale e si propone di approfondire, nello specifico, l’evoluzione registrata in Italia dall’insegnamento universitario ‘a distanza’. L’analisi prende il via, in particolare, dall’emanazione del D.M. Moratti-Stanca del 17 aprile 2003, con il quale si dava attuazione all’art. 26 (comma 5) della Legge 27 dicembre 2002, n. 289. Con il decreto, tra l’altro, si legava forse per la prima volta il concetto di life long learning all’istruzione universitaria e con esso si evidenziava come l’e-learning fosse da considerarsi una ‘categoria’ indispensabile per lo sviluppo di quella che l’UE definisce Information society. Il contributo intende dunque analizzare le radici, le caratteristiche e gli elementi che hanno determinato l’espansione del sistema delle università telematiche nel nostro Paese e approfondire le modalità e le diverse forme con cui gli atenei – per così dire tradizionali – si sono fatti carico dell’istituzione e attivazione di appositi corsi di studio erogati a distanza nel corso dell’ultimo ventennio. In realtà, questo processo di transizione digitale era già stato avviato tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento, periodo in cui l’esigenza di definire «nuove modalità didattiche» era ormai divenuta centrale, specie in un’ottica comparativa degli ordinamenti accademici definiti nelle altre università europee e internazionali. Di certo, le nuove tecnologie hanno offerto la possibilità di ridefinire la conformazione della didattica universitaria ed hanno di conseguenza ampliato anche i ‘confini’ dei processi di apprendimento. Esse, tuttavia, hanno altresì posto in evidenza l’emergere di alcune criticità a cui il mondo accademico italiano ha dovuto celermente far fronte, ovvero in primis le opportunità e le risorse economiche, culturali, umane e tecnologiche di cui poter disporre e quelle da dover attivare o reperire, oltre al problema centrale della formazione dei docenti, chiamati a gestire per l’appunto nuove forme della didattica e a monitorare sulla qualità dell’offerta formativa proposta online, che ormai affianca, quando non sostituisce, quella tradizionalmente erogata ‘in presenza’.
2025
9791255684176
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/873933
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact