La materia che d'Annunzio ha scelto per il primo suo testo teatrale - il richiamo dell’antichità greca, la maledizione degli Atridi, il tesoro di Micene – immette in un filone drammaturgico che guarda al moderno da una distanza mitica e come fuori del tempo, e insieme riformula la domanda sulle sorti e la natura del tragico alle soglie del Ventesimo secolo. La vicenda del doppio battesimo della Città morta, in Francia e in Italia, l’equivoca e tormentata storia che porterà, ancora una volta, al confronto, pur a distanza, fra la Duse e la Bernhardt, la duplice veste linguistica del testo, sono circostanze non fortuite e più che sintomatiche dell’impronta europea che D’Annunzio vuole subito dare al suo battesimo teatrale.

La città morta

DI NALLO, Antonella
2024-01-01

Abstract

La materia che d'Annunzio ha scelto per il primo suo testo teatrale - il richiamo dell’antichità greca, la maledizione degli Atridi, il tesoro di Micene – immette in un filone drammaturgico che guarda al moderno da una distanza mitica e come fuori del tempo, e insieme riformula la domanda sulle sorti e la natura del tragico alle soglie del Ventesimo secolo. La vicenda del doppio battesimo della Città morta, in Francia e in Italia, l’equivoca e tormentata storia che porterà, ancora una volta, al confronto, pur a distanza, fra la Duse e la Bernhardt, la duplice veste linguistica del testo, sono circostanze non fortuite e più che sintomatiche dell’impronta europea che D’Annunzio vuole subito dare al suo battesimo teatrale.
2024
979-12-985369-0-6
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