Il testo esamina come Dio entri nel pensiero filosofico attraverso la lettura heideggeriana della metafisica come ontoteologia. Heidegger critica ogni tentativo di pensare Dio come ente supremo, poiché ciò riduce il divino a un oggetto del pensiero. La filosofia deve essere “a‑teistica”, prendere congedo da Dio per poter pensare l’Essere. Ne deriva una frattura irriducibile tra pensiero e fede: la fede accoglie l’annuncio della salvezza, mentre il pensiero resta estraneo al divino. Nei suoi ultimi scritti Heidegger mantiene tuttavia un riferimento ai “divini”, intesi poeticamente (soprattutto tramite Hölderlin) come ciò che accenna a una nuova storia dell’Essere. L’“ultimo Dio” non è il Dio cristiano, ma un segno di possibilità all’interno del destino dell’essere.
Heidegger sulla questione di Dio. Alcune annotazioni
Virgilio, Cesarone
2026-01-01
Abstract
Il testo esamina come Dio entri nel pensiero filosofico attraverso la lettura heideggeriana della metafisica come ontoteologia. Heidegger critica ogni tentativo di pensare Dio come ente supremo, poiché ciò riduce il divino a un oggetto del pensiero. La filosofia deve essere “a‑teistica”, prendere congedo da Dio per poter pensare l’Essere. Ne deriva una frattura irriducibile tra pensiero e fede: la fede accoglie l’annuncio della salvezza, mentre il pensiero resta estraneo al divino. Nei suoi ultimi scritti Heidegger mantiene tuttavia un riferimento ai “divini”, intesi poeticamente (soprattutto tramite Hölderlin) come ciò che accenna a una nuova storia dell’Essere. L’“ultimo Dio” non è il Dio cristiano, ma un segno di possibilità all’interno del destino dell’essere.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


