l percorso storico e culturale della tradizione di pensiero utopico si intreccia in modo fecondo con quello delle scienze umane e sociali. Sia nel momento della nascita e dell’istituzionalizzazione disciplinare nel corso dell’Ottocento che nell’ampio e complesso sviluppo novecentesco, le scienze umane e sociali, e fra di esse la sociologia in particolare, hanno sovente incrociato i loro percorsi epistemologici e concettuali, teorici e tematici con la letteratura e il pensiero utopici in modalità non ancora del tutto esplorate e comprese. Per non citare che un paio di riferimenti classici per l’argomento, celebri rimangono le osservazioni di W. Lepenies (1987) che, nel più generale studio delle relazioni tra sociologia e letteratura, si soffermano sulle relazioni tra il campo dell’utopico e quello del sociologico in pensatori alle origini della disciplina come Comte, Tarde, Webb e altri; come altrettanto importanti sono i contributi di R. Levitas (1990/2010) alla definizione dei rapporti tra utopia e sociologia che arrivano sino al Novecento inoltrato. In tale prospettiva, l’intervento, dopo un’introduzione all’ambito di riflessione, discute alcune opere sociologiche fra XX e XXI secolo, con particolare riferimento a quelle di Jean Baudrillard e Zygmunt Bauman, in cui i motivi e i riferimenti letterari e utopici trovano singolari ed emblematiche espressioni che irradiano e innervano in profondità il pensiero di questi interpreti del tempo corrente. La “verità delle finzioni” utopiche e letterarie trova in queste opere straordinarie un dinamico compimento che arriva sino all’estremo limite di una lucida e disincantata riflessione intorno alla postmoderna “finzione della verità” propria di una società globale giunta, forse, alla “fine del tempo”.
La finzione della verità. Utopia e contemporaneo in Jean Baudrillard e Zygmunt Bauman
Dario Altobelli
2025-01-01
Abstract
l percorso storico e culturale della tradizione di pensiero utopico si intreccia in modo fecondo con quello delle scienze umane e sociali. Sia nel momento della nascita e dell’istituzionalizzazione disciplinare nel corso dell’Ottocento che nell’ampio e complesso sviluppo novecentesco, le scienze umane e sociali, e fra di esse la sociologia in particolare, hanno sovente incrociato i loro percorsi epistemologici e concettuali, teorici e tematici con la letteratura e il pensiero utopici in modalità non ancora del tutto esplorate e comprese. Per non citare che un paio di riferimenti classici per l’argomento, celebri rimangono le osservazioni di W. Lepenies (1987) che, nel più generale studio delle relazioni tra sociologia e letteratura, si soffermano sulle relazioni tra il campo dell’utopico e quello del sociologico in pensatori alle origini della disciplina come Comte, Tarde, Webb e altri; come altrettanto importanti sono i contributi di R. Levitas (1990/2010) alla definizione dei rapporti tra utopia e sociologia che arrivano sino al Novecento inoltrato. In tale prospettiva, l’intervento, dopo un’introduzione all’ambito di riflessione, discute alcune opere sociologiche fra XX e XXI secolo, con particolare riferimento a quelle di Jean Baudrillard e Zygmunt Bauman, in cui i motivi e i riferimenti letterari e utopici trovano singolari ed emblematiche espressioni che irradiano e innervano in profondità il pensiero di questi interpreti del tempo corrente. La “verità delle finzioni” utopiche e letterarie trova in queste opere straordinarie un dinamico compimento che arriva sino all’estremo limite di una lucida e disincantata riflessione intorno alla postmoderna “finzione della verità” propria di una società globale giunta, forse, alla “fine del tempo”.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


