Il volume raccoglie e sistematizza le esperienze di ricerca e progettazione maturate nell’ambito dell’attività scientifica e didattica del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, con particolare riferimento alla redazione dei Piani di ricostruzione successivi al sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito l’Abruzzo. Il lavoro si concentra in particolare su alcuni centri minori (Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Capitignano, Ofena), assumendoli come casi studio emblematici per l’analisi delle dinamiche di trasformazione dei tessuti storici in contesti di emergenza e post-emergenza. Il libro propone un approccio metodologico integrato che considera i centri storici e i territori di riferimento come sistemi inscindibili, superando una visione settoriale della ricostruzione per promuovere una lettura multilivello che tiene insieme aspetti urbanistici, architettonici, paesaggistici e socio-economici. In questa prospettiva, i Piani di ricostruzione vengono interpretati come strumenti strategici capaci di coordinare una pluralità di attori istituzionali e disciplinari, mettendo in relazione le esigenze della tutela con quelle della sicurezza, dell’innovazione e della ripresa economica dei territori colpiti. Ampio spazio è dedicato all’analisi delle caratteristiche morfologiche e costruttive dei centri storici abruzzesi, alla loro vulnerabilità sismica e alle tecniche tradizionali sviluppate nel tempo per mitigare gli effetti dei terremoti. Tali conoscenze costituiscono la base per la definizione di criteri di intervento orientati alla conservazione della materia storica e alla compatibilità tra tecniche tradizionali e tecnologie contemporanee. In questo senso, il volume si colloca nel solco degli studi sul restauro architettonico e sulla conservazione del patrimonio, proponendo una riflessione critica sulle pratiche di intervento e sulle loro implicazioni culturali. Il testo affronta inoltre il tema della ricostruzione come processo complesso e non lineare, evidenziando le criticità legate alle procedure amministrative, ai ritardi attuativi e allo scollamento tra pianificazione e realizzazione degli interventi. Particolare attenzione è riservata al rapporto tra ricostruzione fisica e ricostruzione sociale, sottolineando come il recupero del patrimonio edilizio debba essere accompagnato da strategie di rilancio economico e di riattivazione delle comunità locali, al fine di evitare fenomeni di abbandono e perdita di identità. Nel complesso, il volume offre un contributo significativo al dibattito disciplinare sul restauro e sulla pianificazione nei contesti post-sismici, proponendo modelli operativi e strumenti interpretativi utili per affrontare la complessità della ricostruzione nei territori fragili. La riflessione sviluppata, radicata nel caso abruzzese ma di portata più generale, si configura come un riferimento per studi e interventi futuri in ambito nazionale e internazionale.
RICOMINCIARE LA CITTÀ. ESPERIENZE DI RICOSTRUZIONE IN ABRUZZO
verazzo clara
;serafini lucia
;Varagnoli claudio
2024-01-01
Abstract
Il volume raccoglie e sistematizza le esperienze di ricerca e progettazione maturate nell’ambito dell’attività scientifica e didattica del Dipartimento di Architettura dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, con particolare riferimento alla redazione dei Piani di ricostruzione successivi al sisma del 6 aprile 2009 che ha colpito l’Abruzzo. Il lavoro si concentra in particolare su alcuni centri minori (Castelvecchio Subequo, Castel di Ieri, Capitignano, Ofena), assumendoli come casi studio emblematici per l’analisi delle dinamiche di trasformazione dei tessuti storici in contesti di emergenza e post-emergenza. Il libro propone un approccio metodologico integrato che considera i centri storici e i territori di riferimento come sistemi inscindibili, superando una visione settoriale della ricostruzione per promuovere una lettura multilivello che tiene insieme aspetti urbanistici, architettonici, paesaggistici e socio-economici. In questa prospettiva, i Piani di ricostruzione vengono interpretati come strumenti strategici capaci di coordinare una pluralità di attori istituzionali e disciplinari, mettendo in relazione le esigenze della tutela con quelle della sicurezza, dell’innovazione e della ripresa economica dei territori colpiti. Ampio spazio è dedicato all’analisi delle caratteristiche morfologiche e costruttive dei centri storici abruzzesi, alla loro vulnerabilità sismica e alle tecniche tradizionali sviluppate nel tempo per mitigare gli effetti dei terremoti. Tali conoscenze costituiscono la base per la definizione di criteri di intervento orientati alla conservazione della materia storica e alla compatibilità tra tecniche tradizionali e tecnologie contemporanee. In questo senso, il volume si colloca nel solco degli studi sul restauro architettonico e sulla conservazione del patrimonio, proponendo una riflessione critica sulle pratiche di intervento e sulle loro implicazioni culturali. Il testo affronta inoltre il tema della ricostruzione come processo complesso e non lineare, evidenziando le criticità legate alle procedure amministrative, ai ritardi attuativi e allo scollamento tra pianificazione e realizzazione degli interventi. Particolare attenzione è riservata al rapporto tra ricostruzione fisica e ricostruzione sociale, sottolineando come il recupero del patrimonio edilizio debba essere accompagnato da strategie di rilancio economico e di riattivazione delle comunità locali, al fine di evitare fenomeni di abbandono e perdita di identità. Nel complesso, il volume offre un contributo significativo al dibattito disciplinare sul restauro e sulla pianificazione nei contesti post-sismici, proponendo modelli operativi e strumenti interpretativi utili per affrontare la complessità della ricostruzione nei territori fragili. La riflessione sviluppata, radicata nel caso abruzzese ma di portata più generale, si configura come un riferimento per studi e interventi futuri in ambito nazionale e internazionale.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


