Mario Tronti è unanimemente considerato il padre nobile dell’operaismo italiano, una stagione di produzione teorico-politica marxista eterodossa che ha ricevuto e continua a ricevere un notevole interesse. Pur avendo occupato una finestra assai limitata della sua esperienza, l’operaismo ha comunque influenzato sensibilmente il suo percorso, disseminato di svolte e mutamenti che hanno contribuito a instaurare un rapporto di costante tensione sia con gli altri protagonisti della vicenda operaista sia con il Partito comunista italiano, al quale Tronti è stato iscritto prima di questa fase e nel quale sarebbe rientrato in seguito. Lo scopo di questa antologia è quello di rileggere la traiettoria intellettuale di Tronti, dalla fine degli anni ’50 fino ai giorni nostri, restituendo profondità storica ai diversi passaggi che la scandiscono e rendendo nuovamente disponibili scritti quasi mai ripubblicati e quindi scarsamente fruibili. La difficoltà di reperimento dei testi – in particolare quelli degli anni ’70, ’80 e ’90 – ha comportato una specifica responsabilità per i curatori, nella misura in cui la scelta di dare maggiore o minor peso a una delle fasi del pensiero di Tronti è sempre stata la strada principale per esprimere preventivamente un giudizio complessivo sull’esito del suo percorso teorico e politico. Questo volume ha invece l’ambizione di offrire un’immagine quanto più completa possibile dell’itinerario dell’autore, segnalandone continuità e discontinuità, senza per questo pretendere una coerenza assoluta della traiettoria trontiana o, inversamente, sviluppare una critica serrata di ogni suo passaggio. Entrambe le opzioni sono potenzialmente legittime, ma è nostra convinzione che lo «sguardo lungo» sull’intero percorso sia condizione imprescindibile per valutarlo criticamente. L’antologia è divisa in quattro parti, corrispondenti a quattro periodi scelti come intervalli periodizzanti: Il punto di vista (1958-1967), Il politico e il movimento operaio (1968-1984), Realismo e trascendenza (1985-1998), Pensare il Novecento (1999-2015). I momenti di passaggio dall’uno all’altro segnano sempre un ripensamento tanto dei fondamenti teorici quanto della pratica politica da parte di Tronti. L’introduzione ha lo scopo di ricostruire questi passaggi permettendo di inserire i testi antologizzati in un contesto interpretativo di ampio respiro. L’operazione tentata in queste pagine risponde quindi al medesimo criterio che ha ispirato la selezione antologica, configurandosi – anche – come una precisa opzione ermeneutica, quella di un dialogo interno ai testi in grado di restituire lo sviluppo di un percorso intellettuale.

Introduzione al volume

Matteo Cavalleri
;
2017-01-01

Abstract

Mario Tronti è unanimemente considerato il padre nobile dell’operaismo italiano, una stagione di produzione teorico-politica marxista eterodossa che ha ricevuto e continua a ricevere un notevole interesse. Pur avendo occupato una finestra assai limitata della sua esperienza, l’operaismo ha comunque influenzato sensibilmente il suo percorso, disseminato di svolte e mutamenti che hanno contribuito a instaurare un rapporto di costante tensione sia con gli altri protagonisti della vicenda operaista sia con il Partito comunista italiano, al quale Tronti è stato iscritto prima di questa fase e nel quale sarebbe rientrato in seguito. Lo scopo di questa antologia è quello di rileggere la traiettoria intellettuale di Tronti, dalla fine degli anni ’50 fino ai giorni nostri, restituendo profondità storica ai diversi passaggi che la scandiscono e rendendo nuovamente disponibili scritti quasi mai ripubblicati e quindi scarsamente fruibili. La difficoltà di reperimento dei testi – in particolare quelli degli anni ’70, ’80 e ’90 – ha comportato una specifica responsabilità per i curatori, nella misura in cui la scelta di dare maggiore o minor peso a una delle fasi del pensiero di Tronti è sempre stata la strada principale per esprimere preventivamente un giudizio complessivo sull’esito del suo percorso teorico e politico. Questo volume ha invece l’ambizione di offrire un’immagine quanto più completa possibile dell’itinerario dell’autore, segnalandone continuità e discontinuità, senza per questo pretendere una coerenza assoluta della traiettoria trontiana o, inversamente, sviluppare una critica serrata di ogni suo passaggio. Entrambe le opzioni sono potenzialmente legittime, ma è nostra convinzione che lo «sguardo lungo» sull’intero percorso sia condizione imprescindibile per valutarlo criticamente. L’antologia è divisa in quattro parti, corrispondenti a quattro periodi scelti come intervalli periodizzanti: Il punto di vista (1958-1967), Il politico e il movimento operaio (1968-1984), Realismo e trascendenza (1985-1998), Pensare il Novecento (1999-2015). I momenti di passaggio dall’uno all’altro segnano sempre un ripensamento tanto dei fondamenti teorici quanto della pratica politica da parte di Tronti. L’introduzione ha lo scopo di ricostruire questi passaggi permettendo di inserire i testi antologizzati in un contesto interpretativo di ampio respiro. L’operazione tentata in queste pagine risponde quindi al medesimo criterio che ha ispirato la selezione antologica, configurandosi – anche – come una precisa opzione ermeneutica, quella di un dialogo interno ai testi in grado di restituire lo sviluppo di un percorso intellettuale.
2017
978-88-15-27315-4
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