Il romanzo moderno occidentale, dando voce e forma a personaggi destinati a costituirsi in relazione ad ambienti cittadini e metropolitani, istituisce, sin dalle sue propaggini settecentesche, un rapporto privilegiato con la fenomenologia urbana. Sulla scorta di tale premessa, il presente volume intende offrire uno studio delle rappresentazioni della città nel romanzo italiano del Novecento, prestando particolare attenzione a due momenti fondamentali nel processo di modernizzazione del paese: gli anni Trenta e il periodo del miracolo economico. Coniugando storia sociale, urbanistica e letteraria, il saggio muove dall’analisi di "Tre operai" di Carlo Bernari, "Quartiere Vittoria" di Ugo Dèttore, "I segreti di Milano" di Giovanni Testori, la “trilogia della rabbia” di Luciano Bianciardi, "Il padrone" di Goffredo Parise. In queste opere, evaporato all’orizzonte ogni nostalgico e mitizzato ideale di vita rurale, la città emerge come unico spazio possibile in cui interrogare, in modalità spesso tragiche, i chiaroscuri della modernità, auscultare il battito rapido della storia, esperire il definitivo scollamento tra natura e società. La disamina formale e tematica dei testi diviene occasione propizia per rivisitare alcuni snodi centrali nello sviluppo morfologico della narrativa italiana novecentesca, dalla svolta realista dei tardi anni Venti al neomodernismo postbellico.
La città che avanza. Forme, funzioni e rappresentazioni urbane nel romanzo italiano del Novecento
Niccolo' Amelii
2025-01-01
Abstract
Il romanzo moderno occidentale, dando voce e forma a personaggi destinati a costituirsi in relazione ad ambienti cittadini e metropolitani, istituisce, sin dalle sue propaggini settecentesche, un rapporto privilegiato con la fenomenologia urbana. Sulla scorta di tale premessa, il presente volume intende offrire uno studio delle rappresentazioni della città nel romanzo italiano del Novecento, prestando particolare attenzione a due momenti fondamentali nel processo di modernizzazione del paese: gli anni Trenta e il periodo del miracolo economico. Coniugando storia sociale, urbanistica e letteraria, il saggio muove dall’analisi di "Tre operai" di Carlo Bernari, "Quartiere Vittoria" di Ugo Dèttore, "I segreti di Milano" di Giovanni Testori, la “trilogia della rabbia” di Luciano Bianciardi, "Il padrone" di Goffredo Parise. In queste opere, evaporato all’orizzonte ogni nostalgico e mitizzato ideale di vita rurale, la città emerge come unico spazio possibile in cui interrogare, in modalità spesso tragiche, i chiaroscuri della modernità, auscultare il battito rapido della storia, esperire il definitivo scollamento tra natura e società. La disamina formale e tematica dei testi diviene occasione propizia per rivisitare alcuni snodi centrali nello sviluppo morfologico della narrativa italiana novecentesca, dalla svolta realista dei tardi anni Venti al neomodernismo postbellico.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


