Il contributo analizza il ruolo del gioco e dell’esperienza dello spazio della strada nelle ricerche urbane del Team 10, con particolare riferimento al lavoro di Alison e Peter Smithson e alle pratiche spontanee dell’abitare. Attraverso l’interpretazione di materiali visivi, fotografici e progettuali, il saggio mette in luce come le azioni quotidiane — in particolare quelle ludiche — costituiscano dispositivi di appropriazione e conoscenza dello spazio urbano. L’attenzione si concentra sullo spazio della strada come luogo relazionale e campo di esperienza, in cui si manifesta una dimensione non pianificata ma generativa dell’abitare. In questo senso, il contributo evidenzia il passaggio da una concezione funzionalista della città a una visione più aperta e processuale, fondata su relazioni, usi e pratiche sociali. Il lavoro si inserisce nel più ampio dibattito sulla ridefinizione del rapporto tra architettura, utente e ambiente urbano, sottolineando il valore educativo e cognitivo dell’esperienza spaziale.

Il gioco e l’esperienza dello spazio della strada. La Urban Re-Identification Grid (1953) di A&P Smithson e la Lost Identity Grid (1956) di Aldo van Eyck: un confronto

Alessandra Gabriele
In corso di stampa

Abstract

Il contributo analizza il ruolo del gioco e dell’esperienza dello spazio della strada nelle ricerche urbane del Team 10, con particolare riferimento al lavoro di Alison e Peter Smithson e alle pratiche spontanee dell’abitare. Attraverso l’interpretazione di materiali visivi, fotografici e progettuali, il saggio mette in luce come le azioni quotidiane — in particolare quelle ludiche — costituiscano dispositivi di appropriazione e conoscenza dello spazio urbano. L’attenzione si concentra sullo spazio della strada come luogo relazionale e campo di esperienza, in cui si manifesta una dimensione non pianificata ma generativa dell’abitare. In questo senso, il contributo evidenzia il passaggio da una concezione funzionalista della città a una visione più aperta e processuale, fondata su relazioni, usi e pratiche sociali. Il lavoro si inserisce nel più ampio dibattito sulla ridefinizione del rapporto tra architettura, utente e ambiente urbano, sottolineando il valore educativo e cognitivo dell’esperienza spaziale.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11564/883973
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