Il testo (il cui titolo si traduce dal serbo come "Un amore, due traduzioni") presenta un confronto tra le due diverse traduzioni in lingua serba del romanzo Un amore (1963) di Dino Buzzati, uscite nel 1965 e nel 1987, a firma delle rispettive traduttrici Marija Ilić Agapova e Jugana Stojanović per gli editori Minerva e Nolit. L’opera, incentrata sull’ossessivo rapporto che lega l’abulico borghese milanese Antonio Dorigo all’indifferente prostituta Laide, si discosta apparentemente dai temi fantastici e onirico-esistenziali ricorrenti nella produzione narrativa di Buzzati, fornendo un ritratto disincantato e malinconico delle trasformazioni sociali in atto nell’Italia del boom economico. L’analisi delle soluzioni adottate dalle traduttrici nella resa delle peculiarità linguistiche e storico-culturali dell’opera tiene conto dei differenti contesti temporali in cui sono uscite le due traduzioni: quale influenza ha avuto sul lavoro di Agapova la società jugoslava degli anni Sessanta, che per molti versi si avvicinava al coevo modello consumista italiano? L’imminente disfacimento della federazione alla fine degli anni Ottanta ha avuto degli echi nel lavoro di Stojanović (insignita, tra l’altro, del premio “Miloš N. Đurić” per la miglior traduzione letteraria in serbo)? Quali differenze si possono notare nella ricezione critica delle due traduzioni di quest’opera buzzatiana “atipica” nel contesto allora jugoslavo, e serbo in particolare?

JEDNA LJUBAV, DVA PREVODA. LE DUE TRADUZIONI IN LINGUA SERBA DEL ROMANZO UN AMORE DI DINO BUZZATI

DAVANZO ENRICO MARIA SEBASTIANO
2026-01-01

Abstract

Il testo (il cui titolo si traduce dal serbo come "Un amore, due traduzioni") presenta un confronto tra le due diverse traduzioni in lingua serba del romanzo Un amore (1963) di Dino Buzzati, uscite nel 1965 e nel 1987, a firma delle rispettive traduttrici Marija Ilić Agapova e Jugana Stojanović per gli editori Minerva e Nolit. L’opera, incentrata sull’ossessivo rapporto che lega l’abulico borghese milanese Antonio Dorigo all’indifferente prostituta Laide, si discosta apparentemente dai temi fantastici e onirico-esistenziali ricorrenti nella produzione narrativa di Buzzati, fornendo un ritratto disincantato e malinconico delle trasformazioni sociali in atto nell’Italia del boom economico. L’analisi delle soluzioni adottate dalle traduttrici nella resa delle peculiarità linguistiche e storico-culturali dell’opera tiene conto dei differenti contesti temporali in cui sono uscite le due traduzioni: quale influenza ha avuto sul lavoro di Agapova la società jugoslava degli anni Sessanta, che per molti versi si avvicinava al coevo modello consumista italiano? L’imminente disfacimento della federazione alla fine degli anni Ottanta ha avuto degli echi nel lavoro di Stojanović (insignita, tra l’altro, del premio “Miloš N. Đurić” per la miglior traduzione letteraria in serbo)? Quali differenze si possono notare nella ricezione critica delle due traduzioni di quest’opera buzzatiana “atipica” nel contesto allora jugoslavo, e serbo in particolare?
2026
9791281534186
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