Il contributo presenta un corpus di quattordici lettere di ambiente brigantesco, datate tra il 1860 e il 1872 e conservate nell’Archivio di Stato di Chieti, ripubblicate in trascrizioni riviste sugli originali. I documenti, comprendenti lettere private, comunicazioni di servizio, ricatti e disposizioni, testimoniano le pratiche scrittorie dei semicolti abruzzesi. L’analisi individua fenomeni grafici, fonologici, morfologici e sintattici riconducibili all’interferenza tra dialetto e italiano. Il ricorso agli studi sull’acquisizione linguistica consente di interpretare tali scritture come varietà interlinguistiche collocabili tra stadi basici e postbasici. Nelle comunicazioni di carattere pubblico, le forme dialettalizzanti sembrano inoltre assumere una funzione autorappresentativa e identitaria, delineando un possibile linguaggio della dissidenza.
Fonti sulla scrittura di ambiente brigantesco abruzzese
Di Felice C
2024-01-01
Abstract
Il contributo presenta un corpus di quattordici lettere di ambiente brigantesco, datate tra il 1860 e il 1872 e conservate nell’Archivio di Stato di Chieti, ripubblicate in trascrizioni riviste sugli originali. I documenti, comprendenti lettere private, comunicazioni di servizio, ricatti e disposizioni, testimoniano le pratiche scrittorie dei semicolti abruzzesi. L’analisi individua fenomeni grafici, fonologici, morfologici e sintattici riconducibili all’interferenza tra dialetto e italiano. Il ricorso agli studi sull’acquisizione linguistica consente di interpretare tali scritture come varietà interlinguistiche collocabili tra stadi basici e postbasici. Nelle comunicazioni di carattere pubblico, le forme dialettalizzanti sembrano inoltre assumere una funzione autorappresentativa e identitaria, delineando un possibile linguaggio della dissidenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


