La depressione rappresenta la malattia mentale più diffusa al mondo. Si calcola, infatti, che il 10,4% dei pazienti che afferisce ai setting di salute mentale sia affetto da depressione (World Health Organization, 1998; 1999). Le misure self-report di depressione sono strumenti particolarmente importanti nella diagnosi e nella distinzione tra diversi livelli di depressione e sono ampiamente usate nella ricerca clinica per la valutazione dell’effi cacia dei farmaci antidepressivi e della psicoterapia. In questo articolo presentiamo una rassegna critica delle più importanti misure di autovalutazione della depressione disponibili nel nostro Paese, sottolineando per ognuna di esse i punti di forza e di debolezza sotto il profi lo psicometrico. Lo scopo è quello di aiutare a far chiarezza nella complessità delle misure esistenti di depressione, al fi ne di evitare confusioni nella pratica clinica e nella ricerca rispetto a quale scala usare e per quale scopo. In particolare, lo studio approfondisce le proprietà psicometriche di sei scale self-report di depressione: Beck Depression Inventory-II (BDI-II; Beck, Steer e Brown, 1996), Center for Epidemiological Studies Depression Scale (CES-D; Radloff, 1977), Zung Self-Rating Depression Scale (ZSDS; Zung, 1965), Clinical Depression Questionnaire (CDQ; Krug e Laughlin, 1976), Questionario D della batteria Cognitive Behavioural Assessment 2.0 (CBA 2.0; Sanavio, Bertolotti, Michielin, Vidotto e Zotti, 1997; Sanavio, 2002) e scala D del Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI; Hathaway e McKinley, 1940; 1942; 1989).

Test per l'assessment della depressione nel contesto italiano: un' analisi critica

BALSAMO, MICHELA
;
SAGGINO, ARISTIDE
2007-01-01

Abstract

La depressione rappresenta la malattia mentale più diffusa al mondo. Si calcola, infatti, che il 10,4% dei pazienti che afferisce ai setting di salute mentale sia affetto da depressione (World Health Organization, 1998; 1999). Le misure self-report di depressione sono strumenti particolarmente importanti nella diagnosi e nella distinzione tra diversi livelli di depressione e sono ampiamente usate nella ricerca clinica per la valutazione dell’effi cacia dei farmaci antidepressivi e della psicoterapia. In questo articolo presentiamo una rassegna critica delle più importanti misure di autovalutazione della depressione disponibili nel nostro Paese, sottolineando per ognuna di esse i punti di forza e di debolezza sotto il profi lo psicometrico. Lo scopo è quello di aiutare a far chiarezza nella complessità delle misure esistenti di depressione, al fi ne di evitare confusioni nella pratica clinica e nella ricerca rispetto a quale scala usare e per quale scopo. In particolare, lo studio approfondisce le proprietà psicometriche di sei scale self-report di depressione: Beck Depression Inventory-II (BDI-II; Beck, Steer e Brown, 1996), Center for Epidemiological Studies Depression Scale (CES-D; Radloff, 1977), Zung Self-Rating Depression Scale (ZSDS; Zung, 1965), Clinical Depression Questionnaire (CDQ; Krug e Laughlin, 1976), Questionario D della batteria Cognitive Behavioural Assessment 2.0 (CBA 2.0; Sanavio, Bertolotti, Michielin, Vidotto e Zotti, 1997; Sanavio, 2002) e scala D del Minnesota Multiphasic Personality Inventory (MMPI; Hathaway e McKinley, 1940; 1942; 1989).
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