Ad un'analisi dell'opera dello scrittore e demologo abruzzese Cesare De Titta (1862-1933), si evince la sua evocazione etnografica dei mondi sociali in pratiche estremamente diffuse nella mentalità popolare. Questo determina, ad oltre 70 anni dalla morte dello scrittore, l’estrema attualità delle sue opere teatrali come La Scuncordia, che sembra sottolineare come il cambiamento culturale abbia coinvolto elementi esteriori, diffondendo la modernità materiale a livello capillare, senza determinare, nella società, un totale rinnovamento dello spirito.

La “commedia etnologica” di Cesare De Titta nella ricerca folklorica primonovecentesca

GIANCRISTOFARO, Lia
2009-01-01

Abstract

Ad un'analisi dell'opera dello scrittore e demologo abruzzese Cesare De Titta (1862-1933), si evince la sua evocazione etnografica dei mondi sociali in pratiche estremamente diffuse nella mentalità popolare. Questo determina, ad oltre 70 anni dalla morte dello scrittore, l’estrema attualità delle sue opere teatrali come La Scuncordia, che sembra sottolineare come il cambiamento culturale abbia coinvolto elementi esteriori, diffondendo la modernità materiale a livello capillare, senza determinare, nella società, un totale rinnovamento dello spirito.
2009
Italiano
STAMPA
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Saggio presentato in occasione del convegno "Cesare De Titta, la narrazione di un territorio", tenutosi a Sant'Eusanio del Sangro il 10/06/2008 in collaborazione con le Università "G. D'Annunzio" e "La Sapienza"
Storia degli studi Beni Demo-etno-antropologici; letteratura
1
info:eu-repo/semantics/article
262
Giancristofaro, Lia
1 Contributo su Rivista::1.1 Articolo in rivista
reserved
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