Nel marzo del 1984, un mese prima di morire, Kevin Lynch scrisse l’indice dei capitoli per la bozza finale del libro "Wasting Away"; il testo dattiloscritto, più volte ripreso e corretto a mano, era nella sostanza pronto per essere pubblicato e, come ricorda Michael Southworth, con sé portava “fascicoli di appunti a mano, articoli di riviste e giornali, rapporti, illustrazioni, e riferimenti bibliografici che erano stati raccolti per un periodo di almeno venticinque anni” a testimonianza di una ricerca sul tema dello scarto nata all'inizio degli anni ‘60 e parallela alla sua attività più nota di studioso dei fenomeni urbani. Con le tematiche legate ai rifiuti, urbani e non, l’approccio alla città attraverso la percezione individuale dello spazio urbano assume dei significati diversi rispetto a "The image of the city" o a "The View from the Road": mentre in questi ultimi la percezione è positiva nel suo cogliere riferimenti familiari in grado di contrastare le alienazioni urbane, in "Wasting Away" la percezione è negativa, in quanto presa di coscienza del rifiuto del problema. E risiede proprio in questo aspetto la sua atemporalità, e quindi la sua profonda contemporaneità malgrado i trent’anni trascorsi. Il saggio sottolinea il significato di una rilettura del testo oggi, ponendo l’accento non tanto sulle modalità di come risolvere il problema, o enfatizzare uno dei tanti slogan del “mondo così come vorremmo fosse”, quanto su una riflessione sull'approccio culturale al tema dei rifiuti.

30 anni dopo Wasting Away

MISINO, Paola
2013-01-01

Abstract

Nel marzo del 1984, un mese prima di morire, Kevin Lynch scrisse l’indice dei capitoli per la bozza finale del libro "Wasting Away"; il testo dattiloscritto, più volte ripreso e corretto a mano, era nella sostanza pronto per essere pubblicato e, come ricorda Michael Southworth, con sé portava “fascicoli di appunti a mano, articoli di riviste e giornali, rapporti, illustrazioni, e riferimenti bibliografici che erano stati raccolti per un periodo di almeno venticinque anni” a testimonianza di una ricerca sul tema dello scarto nata all'inizio degli anni ‘60 e parallela alla sua attività più nota di studioso dei fenomeni urbani. Con le tematiche legate ai rifiuti, urbani e non, l’approccio alla città attraverso la percezione individuale dello spazio urbano assume dei significati diversi rispetto a "The image of the city" o a "The View from the Road": mentre in questi ultimi la percezione è positiva nel suo cogliere riferimenti familiari in grado di contrastare le alienazioni urbane, in "Wasting Away" la percezione è negativa, in quanto presa di coscienza del rifiuto del problema. E risiede proprio in questo aspetto la sua atemporalità, e quindi la sua profonda contemporaneità malgrado i trent’anni trascorsi. Il saggio sottolinea il significato di una rilettura del testo oggi, ponendo l’accento non tanto sulle modalità di come risolvere il problema, o enfatizzare uno dei tanti slogan del “mondo così come vorremmo fosse”, quanto su una riflessione sull'approccio culturale al tema dei rifiuti.
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