Un’estesa campagna di misure di rumore ambientale eseguite in corrispondenza della rupe di Castelvecchio Subequo (AQ) ha evidenziato fenomeni di amplificazione del moto sismico controllati dall’assetto strutturale dell’ammasso roccioso e dalla topografia. In particolare le misure indicano che la componente orizzontale del moto è più gravosa in cresta, in particolare nelle zone di maggiore fratturazione, e decisamente polarizzata in direzione trasversale alla rupe. Le analisi numeriche bidimensionali, basate su indagini geofisiche e tarate alla luce delle misure di microtremore, mostrano un’amplificazione spettrale massima compresa tra 2 e 3 nel campo delle frequenze proprie di vibrazione degli edifici, giustificando l’elevato danneggiamento subito dall’abitato in occasione del sisma aquilano del 2009. L’analisi congiunta dei dati numerici e sperimentali indica che l’amplificazione del moto sismico è probabilmente riconducibile alla complessa interazione di più fenomeni: alla risonanza bidimensionale dell’intera rupe si sovrappongono fenomeni di focalizzazione delle onde e di oscillazione delle lastre di roccia in cui è localmente suddiviso l’ammasso, per la presenza di discontinuità ad elevata apertura orientate secondo l’elongazione della rupe.

Studio degli effetti topografici nel sito di Castelvecchio Subequo (AQ) attraverso l'impiego integrato di analisi numeriche e misure di rumore ambientale

PAGLIAROLI, Alessandro;
2012-01-01

Abstract

Un’estesa campagna di misure di rumore ambientale eseguite in corrispondenza della rupe di Castelvecchio Subequo (AQ) ha evidenziato fenomeni di amplificazione del moto sismico controllati dall’assetto strutturale dell’ammasso roccioso e dalla topografia. In particolare le misure indicano che la componente orizzontale del moto è più gravosa in cresta, in particolare nelle zone di maggiore fratturazione, e decisamente polarizzata in direzione trasversale alla rupe. Le analisi numeriche bidimensionali, basate su indagini geofisiche e tarate alla luce delle misure di microtremore, mostrano un’amplificazione spettrale massima compresa tra 2 e 3 nel campo delle frequenze proprie di vibrazione degli edifici, giustificando l’elevato danneggiamento subito dall’abitato in occasione del sisma aquilano del 2009. L’analisi congiunta dei dati numerici e sperimentali indica che l’amplificazione del moto sismico è probabilmente riconducibile alla complessa interazione di più fenomeni: alla risonanza bidimensionale dell’intera rupe si sovrappongono fenomeni di focalizzazione delle onde e di oscillazione delle lastre di roccia in cui è localmente suddiviso l’ammasso, per la presenza di discontinuità ad elevata apertura orientate secondo l’elongazione della rupe.
2012
978-88-89524-67-1
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